Costa Concordia all'Isola del Giglio (Ansa)
Costa Concordia all'Isola del Giglio (Ansa)

Dieci anni fa, il 13 gennaio del 2012, le acque dell’Arcipelago Toscano sommersero una tragedia: quella della 'Concordia', la nave da crociera della Costa che colò a picco dopo aver urtato un agglomerato di scogli davanti all’isola del Giglio.

Trentadue le vittime, fra le 4.229 persone in tutto a bordo, membri dell’equipaggio inclusi. Trentadue vite perdute in uno dei tratti di mare più belli del Mediterraneo, durante quella che avrebbe dovuto essere una vacanza, una festa, una gioia, e che invece si trasformò in un tuffo nelle braccia della morte.

A quella tragica notte abbiamo deciso di dedicare uno speciale web, a partire dall'11 gennaio. Abbiamo scelto di ricordare il naufragio della 'Concordia' attraverso un long form per tutti i lettori de LaNazione.it, ilGiorno.it, ilRestodelCarlino.it e Quotidiano.net. Lo abbiamo fatto ripercorrendo i momenti salienti di tutta la vicenda dando ampio spazio alle immagini, ai video, alle voci, alle testimonianze.

Con i contributi di Cristina Rufini, Matteo Alfieri, Michela Berti, Luca Mantiglioni, Francesco Marinari, Luigi Caroppo abbiamo raccolto e scolpito la memoria di quella notte maledetta. Si parte dai momenti immediatamente successivi alla collisione e si arriva alle drammatiche e concitate comunicazioni fra l’ammiraglio Gregorio De Falco e il comandante Francesco Schettino. E poi le vittime, il racconto del fratello di una di queste, Russel Rebello, il cui corpo venne ritrovato mille giorni dopo.

Si prosegue con la gigantesca macchina dei soccorsi ai naufraghi fino a quella che poi consentì l’incredibile recupero del relitto e la sua rimozione, grazie all’opera ingegneristica di Nicholas Sloane e della 'Micoperi' di Ravenna.  

Non da meno sono le testimonianze del sindaco dell’isola del Giglio, Sergio Ortelli, che oggi vive ancora in modo indelebile i brividi e il dolore di quella notte. Il naufragio avrebbe potuto distruggere tutto l’ecosistema dell’area, come ci racconta il presidente dell’Ente Parco Arcipelago Toscano, Giampiero Sammuri, se non fosse stato per l’eccezionale intervento di recupero e di messa in sicurezza della nave avvenuto a tempo di record, consentendo così il riscatto dell’Italia dopo il disastroso "inchino" finito su tutte le televisioni del mondo.

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