Roma, 2 ottobre 2021 - Un momento di gioia si è trasformato in tragedia. Quattro uomini sono morti in Calabria a causa delle esalazioni emanate da una vasca dove era contenuto mosto d'uva. Una quinta persona, una donna, intossicata in modo grave, è stata soccorsa priva di sensi ed è stata trasferita in ospedale. Ora è fuori pericolo. La strage si è verificata nel comune di Paola (Cosenza), in località san Miceli. Sul posto sono presenti i vigili del fuoco di Cosenza, Paola e Rende, in attesa anche di una squadra Nbcr, il nucleo che si occupa del rischio nucleare, biologico, chimico e radiologico. Era agli arresti domiciliari per stalking Valerio Scofano, di 50 anni, una delle quattro vittime. Assieme a lui sono morti il fratello Giacomo, di 70 anni, infermiere, il cognato settantenne Santino Carnevale e il figlio di quest’ultimo Massimo, 40enne.  

Cosenza, 4 morti per le esalazioni del mosto

L'ipotesi principale che seguono gli investigatori: la fermentazione del mosto avrebbe provocato mancanza di ossigeno. In questo caso, la morte sarebbe avvenuta per asfissia. Le vittime stavano lavorando in un magazzino privato adibito a locale per lavorare vino ma anche conserve.  Nel locale c'erano le vasche che si usano per far fermentare l'uva; accanto un contenitore più piccolo per raccogliere il mosto.  Qui è stato trovato un cadavere;  gli altri tre  sono stati rinvenuti dai soccorritori in una vasca di fermentazione. Non era la prima volta che le vittime lavoravano il vino. Potrebbe averli traditi ad esempio un ambiente poco arieggiato. Secondo una prima ricostruzione, dopo il malore del primo, gli altri avrebbero perso la vita nel tentativo di soccorrerlo