Cosenza, 13 dicembre 2019 - Duro colpo ai due principali clan di 'ndrangheta operanti a Cosenza. Con un blitz di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza eseguiti un provvedimento di fermo emesso dalla Dda di Catanzaro nei confronti di 18 soggetti. Secondo gli investigatori sono stati decapitati i vertici delle due cosche. 

Le accuse contestate, a vario titolo, sono omicidio, estorsione (tentata e consumata), porto e detenzione abusivi di arma, ricettazione, spaccio di sostanze stupefacenti, usura, lesioni, tutti aggravati dalle modalità mafiose.

Ad alcuni dei fermati è contestato l'omicidio di Luca Bruni, il presunto boss della 'ndrangheta cosentina scomparso il 3 gennaio 2012 ed il cui cadavere è stato trovato nel dicembre 2014.

Le cosche nel mirino sono dei cosiddetti "italiani" e "zingari". Secondo gli investigatori Bruni aveva assunto un ruolo di vertice all'interno del proprio gruppo dopo la morte del fratello Michele, e stava tentando di organizzarsi per ampliare il raggio d'azione della propria cosca. Ma il tentativo sarebbe stato in contrasto con gli accordi già stabiliti da un "patto" esistente tra i due gruppi malavitosi.

FRANCIA, ARRESTATO LATITANTE - La Direzione investigativa antimafia ha coordinato l'arresto, in Francia, di Domenico Stanganelli, latitante dal 2014 in quanto colpito da mandato d'arresto europeo. Stanganelli deve scontare un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Reggio Calabria per associazione di stampo mafioso, traffico di stupefacenti, riciclaggio, porto e detenzione abusiva di armi nell'ambito di un'indagine che aveva permesso di disarticolare le cosche di 'ndrangheta "Mole'" di Gioia Tauro e "Mancuso" di Nicotera. Il ricercarto è stato trovato a Vallauris, in Costa Azzurra, presso l'abitazione dei suoceri.