Ricette mediche
Ricette mediche

Cinque professionisti denunciati all’Autorità Giudiziaria ed un migliaio di farmaci sequestrati. Questa volta la Guardia di Finanza di Arezzo ha scovato due farmacisti e tre medici della provincia aretina che hanno messo in atto una articolata truffa al servizio sanitario nazionale. Ma quel che fa di questa inchiesta una sapida storia di provincia sono i retroscena, cioè come si è arrivati a sgominare la maxi-truffa.

Innanzitutto i protagonisti: i farmacisti sono marito e moglie, titolari di una farmacia nel centro di Monte San Savino. Con loro coinvolto anche il padre di lui, ormai anziano, che era quello incaricato di bruciare i farmaci quando non si riusciva a rivenderli. I tre dottori sono tutti medici di famiglia della zona. Il particolare più piccante tuttavia è che a smascherare i farmacisti, e di conseguenza anche i medici, sia stata la domestica slava che era stata cacciata via e che si è vendicata svelando gli altarini dei padroni.

Ripartiamo da qui, dal furto che avviene nel 2013 in una lussuosa abitazione del paese, quella dei farmacisti. Di notte qualcuno si avvicina alla cassaforte di casa, mette fuori uso la telecamera interna e fa sparire 70 mila euro. I sospetti cadono subito sulla domestica e sul compagno, che in un secondo momento saranno anche arrestati. Lei viene mandata via dal lavoro. E scatta la rappresaglia: voi mi cacciate? Io racconto i vostri affari segreti.

La truffa funzionava così: quando viene acquistato un farmaco con la ricetta, il farmacista toglie la fustella (talloncino identificativo con il codice a barre) per apporla sulla richiesta del medico, così da essere rimborsato dall’ASL. I farmacisti scoperti dai finanzieri staccavano le fustelle e le applicavano su ricette mediche false fatte da dottori loro complici. Il farmaco così risultava essere stato venduto e veniva rimborsato. A quel punto poteva essere veramente ceduto (con un doppio guadagno) oppure distrutto.

Nel corso delle perquisizioni presso i locali della farmacia coinvolta e le abitazioni degli indagati, oltre ai farmaci privi delle fustelle, sono state rinvenute circa 400 tessere sanitarie di ignari pazienti, in alcuni casi in originale ed in altri in fotocopia, che venivano utilizzate dal sodalizio per emettere fittizie prescrizioni mediche, anche nei confronti di  persone defunte.

Inoltre, presso le abitazioni nella disponibilità di uno dei farmacisti, sono stati rinvenuti e sequestrati i ricettari intestati ai tre medici coinvolti, nonchè un timbro ad umido di uno di essi e diversi fogli manoscritti riportanti nominativi di assistiti con relativi farmaci da prescrivere.

I farmaci privi di fustella erano invece nascosti in un locale posto sul retro della farmacia ed in alcuni sacchi di plastica. In un terreno nella disponibilità del farmacista, tra l’altro, sono stati ritrovati anche resti di prodotti farmaceutici carbonizzati.

Dopo i riscontri tecnici eseguiti presso l’ASL8 di Arezzo, le Fiamme Gialle hanno potuto accertare che il sistema architettato dai cinque professionisti era ben articolato e  funzionante da diversi anni. Il disegno criminoso consisteva nella sistematica e fittizia prescrizione di farmaci ovvero nell’iperprescrizione di quelli effettivamente utilizzati, il tutto all’insaputa dei pazienti. Quest’ultimi, tra l’altro, sentiti in atti, hanno disconosciuto sia le prescrizioni che l’utilizzo dei medicinali e, in molti casi, anche la circostanza che il farmacista fosse in possesso della propria tessera sanitaria.

In pratica le ricette venivano compilate  “a tavolino”, basandosi su criteri di rotazione delle prescrizioni mediche tra i vari pazienti, il tutto per eludere possibili campanelli d’allarme degli organi di vigilanza dell’ASL 8.

Tutti i professionisti sono stati denunciati alla locale Procura della Repubblica ed alla Corte dei Conti di Firenze per il danno arrecato al servizio sanitario nazionale che ammonta a circa 50.000 euro.

La Guardia di Finanza, in linea con le priorità strategiche delineate dall’Autorità di Governo, continua ad impegnarsi con un approccio sistematico contro gli sprechi in materia di spesa pubblica, nell’ambito della quale la spesa sanitaria è senz’altro una delle voci più elevate. 

Quindi, quando si acquistano farmaci senza ricetta medica, bisogna fare attenzione alla confezione: se non ha l’adesivo con il codice a barre c’è qualcosa che non va ed è bene interessare la Guardia di Finanza o gli Organi dell’ASL preposti alla vigilanza.

L'inchiesta che comincia nel luglio del 2013 è arrivata all'avviso di chiusura indagini, l'atto che precede la richiesta di rinvio a giudizio. La conduce il procuratore capo Roberto Rossi. I protagonisti sono difesi dagli avvocati Antonio Bonacci, Piero Melani Graverini e Francesco Molino.