Roberto

Pazzi

Circo Barnum globale

“Tutto nel mondo è burla!” così Falstaff concludeva l’opera buffa di Verdi. Quel sarcasmo mi è tornato in mente apprendendo dell’iniziativa di proiettare per Natale, sulla facciata degli Uffizi di Firenze, un presepe dove San Giuseppe sarà nei panni di Lucio Dalla, la Madonna in quelli di Gigliola Cinquetti.

Ed eccoci dalla burla al circo Barnum, alla perversa tendenza alla spettacolarità circense che coglie ogni pretesto per espandere i suoi tentacoli, questa volta usando le figure del Sacro più venerate, per riproporle nei panni di divi e cantanti arcinoti. Quasi a significare che San Giuseppe e la Madonna non bastino più, nelle vesti di uomini comuni, a evocare la notte santa in cui il figlio di Dio si fece uomo. Ed abbiano bisogno di una stampella offerta dalla notorietà di volti consacrati dalla popolarità televisiva.

Non basta la fede, pare dire la scelta mediatica, per farci venerare Gesù bambino, se accanto a lui non appaiono volti che suscitino l’immediata riconoscibilità a cui siamo coatti a dare la palma della vittoria su ogni altra cosa. Vivere è apparire. Nemmeno il Signore si salva se ha bisogno di Dalla e della Cinquetti.

Si potrà obiettare che in passato i committenti di tante opere d’arte, come gli Scrovegni di Padova, amavano essere ritratti anche loro accanto alla Madonna e Gesù. Non erano però volti consacrati dalla notorietà mediatica, ma dalla generosità mecenatizia.