Marianna Madia, 40 anni, è stata ministro nei governi Renzi e Gentiloni
Marianna Madia, 40 anni, è stata ministro nei governi Renzi e Gentiloni
di Elena G. Polidori Il gioco del ’bilancino’. Si sta presentando sempre più così, come una difficile partita di incastri quella che riguarda la composizione del sottogoverno dell’era Draghi. Si dice, in queste ore, che la regola su cui declinare le possibili quote dei partiti, dipenda tutta da quanto "si è avuto nel governo". Più ministri hai ottenuto, meno poltrone avrai nel sottogoverno. Nel Pd questo adagio è vissuto con ulteriore malessere per via della guerra che è esplosa sulla mancata presenza femminile nelle prime file dell’Esecutivo e dunque la composizione delle caselle pare ancora più difficile. Al momento, dal Nazareno gli unici nomi che vengono fatti sono quelli di Marianna Madia...

di Elena G. Polidori

Il gioco del ’bilancino’. Si sta presentando sempre più così, come una difficile partita di incastri quella che riguarda la composizione del sottogoverno dell’era Draghi. Si dice, in queste ore, che la regola su cui declinare le possibili quote dei partiti, dipenda tutta da quanto "si è avuto nel governo". Più ministri hai ottenuto, meno poltrone avrai nel sottogoverno. Nel Pd questo adagio è vissuto con ulteriore malessere per via della guerra che è esplosa sulla mancata presenza femminile nelle prime file dell’Esecutivo e dunque la composizione delle caselle pare ancora più difficile.

Al momento, dal Nazareno gli unici nomi che vengono fatti sono quelli di Marianna Madia agli Esteri e di Valeria Valente alla Giustizia. Ma non è detto. Intanto, premono per la riconferma Simona Malpezzi (Rapporti con il Parlamento), Marina Sereni (Esteri), Alessia Morani (Mise), Anna Ascani (Scuola), Lorenza Bonaccorsi (Cultura) e Sandra Zampa (Salute). Tutte donne, che, in caso di ’bocciatura’ collettiva, potrebbero mettere a ferro e fuoco il Nazareno. Zingaretti lo sa e sta lavorando perché questa eventualità sia scongiurata.

Nel M5S la partita del sotto governo si intreccia con quella interna al partito, sull’orlo della scissione. E, dunque, i nomi di oggi potrebbero non essere gli stessi del dopo voto di fiducia di oggi e domani. Tra le caselle più importanti, c’è quella del ministero dell’Economia, che vede in pole Laura Castelli, alla sua terza conferma. Ma una posizione che fa gola ai grillini è quella da sottosegretario o viceministro al super dicastero green, ovvero la figura da affiancare a Roberto Cingolani: tutti gli indizi per il ruolo portano a Stefano Buffagni. Si parla poi di Vito Crimi alla Giustizia, mentre Pierpaolo Sileri potrebbe restare con Speranza alla Salute.

Intanto nella Lega è già uscito allo scoperto Claudio Durigon, che punta a un ruolo di viceministro mentre il senatore Stefano Candiani, ex coordinatore del partito in Sicilia, potrebbe andare al Viminale. In campo per un posto di sottosegretario con le neo ministra azzurra del Sud, Mara Carfagna, il senatore Guglielmo Pepe, attuale capo del dipartimento per il Sud della Lega. Lucia Borgonzoni, invece, potrebbe tornare ai Beni culturali con Dario Franceschini.

In casa FI c’è fermento. Tanti i pretendenti che vorrebbero entrare al governo, ma si parla del senatore Francesco Battistoni, commissario regionale nelle Marche: vicino a Tajani, viene indicato come papabile sottosegretario o viceministro all’Agricoltura. Mentre circola il nome del deputato Andrea Mandelli, fedelissimo di Berlusconi per un incarico al ministero della Salute. Per un sottosegretariato allo Sport, FI ha tre candidati (Cosimo Sibilia, presidente della Lega dilettanti di calcio; lo schermidore olimpico Marco Marin; il presidente della Federnuoto, Paolo Barelli), ma nel Pd quella poltrona la vorrebbero per Francesca Puglisi.

Per quanto riguarda Italia Viva, i renziani si aspettano almeno due o tre posti nel sottogoverno. E nei desiderata ci sarebbero i ministeri economici. Con Luigi Marattin in pole, che però è già presidente della commissione Finanze alla Camera. Per la Giustizia si fanno i nomi di Gennaro Migliore e Lucia Annibali. Per le politiche agricole il siciliano Francesco Scoma che libererebbe un posto da segretario d’aula. La Boschi vorrebbe gli Esteri, ma forse l’unico posto ’papabile’ per lei potrebbe essere la Difesa. LeU, infine, potrebbe puntare alla riconferma di Cecilia Guerra al Mef, ma la partita sembra ancora lunga.