di Giambattista Anastasio Quasi 2,6 milioni di euro: questo il valore complessivo raggiunto dalla prima asta pubblica lanciata dal Comune di Milano per assegnare quattro edicole funerarie all’interno del cimitero Monumentale. Edicole che rappresentano veri e propri monumenti funebri all’interno di un cimitero che vale un museo per la ricercatezza e la varietà degli stili architettonici nonché per la storia, antica e illustre, di tante sue tombe e per il prestigio di chi vi è sepolto, a partire dal padre del romanzo storico: Alessandro Manzoni. Da qui l’idea del Comune: indire un’asta per...

di Giambattista Anastasio

Quasi 2,6 milioni di euro: questo il valore complessivo raggiunto dalla prima asta pubblica lanciata dal Comune di Milano per assegnare quattro edicole funerarie all’interno del cimitero Monumentale. Edicole che rappresentano veri e propri monumenti funebri all’interno di un cimitero che vale un museo per la ricercatezza e la varietà degli stili architettonici nonché per la storia, antica e illustre, di tante sue tombe e per il prestigio di chi vi è sepolto, a partire dal padre del romanzo storico: Alessandro Manzoni. Da qui l’idea del Comune: indire un’asta per quanti desiderano che anche l’ultima residenza terrena sia di pregio. Così le quattro edicole sono state assegnate al miglior offerente per 99 anni, periodo nel quale l’assegnatario dovrà farsi carico degli interventi di restauro e manutenzione dei monumenti, una volta ottenuto, però, il parere favorevole della Sovrintendenza Archeologica e delle Belle Arti.

Nel dettaglio, i quattro monumenti battuti all’asta per un totale di quasi 2,6 milioni di euro appartenevano alle famiglie Pozzi, Valdani, Coulliaux e Bardelli: sono state 15 le offerte presentate complessivamente da sette partecipanti. L’offerta più alta è arrivata per l’edicola ex Pozzi, che partiva da una basa d’asta di 678mila euro, che è stata aggiudicata addirittura per 1 milione di euro. È stata invece di 926mila euro la migliore offerta per l’ex edicola della famiglia Valdani (base d’asta 388mila euro), 502mila euro sono stati offerti per l’edicola che era della famiglia Coulliaux (base d’asta di 287mila euro), mentre per l’edicola della famiglia Bardelli la migliore offerta è stata di 155mila euro (base d’asta 122mila euro).

Ultimato nella seconda metà dell’Ottocento e realizzato su progetto dell’architetto Carlo Maciachini, al Monumentale riposano milanesi – doc e d’adozione – del calibro e della celebrità, oltre ad Alessandro Manzoni, di Carlo Cattaneo, Luca Beltrami o Salvatore Quasimodo. Proprio ieri il Comune ha deciso di tumulare al Pantheon del Monumentale anche Carla Fracci, la più grande ballerina di sempre, il musicista e cantautore Franco Battiato e Gino Strada, medico e fondatore di Emergency. Sempre al Monumentale sono poi sepolti gli avi delle famiglie più note della borghesia industriale cittadina, dai Falck ai Bocconi, fondatori della omonima università, dai Campari fino a Motta, il re del panettone, e a Pirelli.

A realizzare questi imponenti monumenti funebri sono stati, negli anni, gli architetti più famosi: Luca Beltrami, che negli anni Venti del Novecento ha progettato l’edicola Pirelli, Piero Portaluppi, che nel 1941 ha progettato quella della famiglia Girola, mentre Gio Ponti ha firmato la tomba dei Borletti, industriali milanesi. Lungo cotanto solco e cotanta tradizione aspirano a inserirsi i partecipanti all’asta lanciata dal Comune di Milano con l’obiettivo di valorizzare un patrimonio artistico e storico che racconta la città attraverso il tempo ma anche attraverso biografie e missioni diverse.