Francesco Greco, 70 anni, procuratore capo di Milano che a novembre andrà in pensione
Francesco Greco, 70 anni, procuratore capo di Milano che a novembre andrà in pensione
di Andrea Gianni Nove magistrati in corsa per prendere il posto di Francesco Greco, procuratore di Milano che a novembre andrà in pensione in una delle fasi più travagliate per gli uffici giudiziari meneghini. L’unico candidato attualmente in servizio a Milano è Maurizio Romanelli, procuratore aggiunto a capo del dipartimento che si occupa di delitti contro la pubblica amministrazione e di reati societari e tributari, con grande esperienza nell’antimafia e nella lotta al terrorismo. In lizza anche il procuratore di Bologna, Giuseppe Amato, e il pg di Firenze, Marcello Viola. Il grande assente, fra i magistrati che hanno presentato domanda...

di Andrea Gianni

Nove magistrati in corsa per prendere il posto di Francesco Greco, procuratore di Milano che a novembre andrà in pensione in una delle fasi più travagliate per gli uffici giudiziari meneghini. L’unico candidato attualmente in servizio a Milano è Maurizio Romanelli, procuratore aggiunto a capo del dipartimento che si occupa di delitti contro la pubblica amministrazione e di reati societari e tributari, con grande esperienza nell’antimafia e nella lotta al terrorismo. In lizza anche il procuratore di Bologna, Giuseppe Amato, e il pg di Firenze, Marcello Viola.

Il grande assente, fra i magistrati che hanno presentato domanda al Csm, è il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri. Ha fatto dietrofront, dopo che in passato aveva annunciato la sua intenzione di candidarsi. Quella di Greco, 70 anni, è una poltrona che scotta e che potrebbe essere assegnata a un “papa straniero“, in una Procura dilaniata dallo scontro innescato dalla gestione del procedimento Eni-Nigeria e dal caso dei verbali dell’avvocato Piero Amara sulla presunta loggia Ungheria, in grado di condizionare apparati dello Stato. Procura che, prima ancora, aveva vissuto il duello fra il predecessore di Greco, Edmondo Bruti Liberati, e il magistrato Alfredo Robledo. Per il “caso Ungheria“ Greco è indagato a Brescia: omissione d’atti d’ufficio, perché non avrebbe avviato tempestivamente le indagini in seguito alle dichiarazioni rese nel 2019 da Amara sulla presunta loggia.

Ipotesi formulata dopo che uno dei suoi sostituti, Paolo Storari (che invece risponde, come Piercamillo Davigo, di rivelazione del segreto di ufficio), ha denunciato di aver chiesto più volte a Greco di procedere velocemente con le iscrizioni e gli accertamenti. Un silenzio che ha spinto Storari a consegnare a Davigo, allora consigliere del Csm, quei verbali scottanti.

Ieri Storari è stato ascoltato per circa due ore dal Csm, che dovrà decidere sulla richiesta del pg della Cassazione Giovanni Salvi di trasferirlo da Milano, destinandolo a un altro incarico in attesa che l’indagine faccia il suo corso. "Ci auguriamo che questa richiesta venga rigettata", ha spiegato il suo legale, Paolo Della Sala. Poi ha negato di aver depositato a Palazzo dei Marescialli una lista dei circa 250 magistrati che hanno espresso la loro solidarietà a Storari. "La nostra tesi difensiva poggia su ben altri argomenti".

In questo contesto si inserisce la corsa alla successione di Greco. Il candidato più anziano professionalmente è il Pg di Firenze Viola, che diede battaglia dopo l’esclusione dalla terna dei candidati tra i quali fu scelto il nuovo procuratore di Roma. Altri nomi di peso sono quelli dell’ex presidente dell’Anm e procuratore di La Spezia, Antonio Patrono, e di Amato, procuratore di Bologna. Anche altri candidati vantano esperienze alla guida di Procure: Raffaele Tito a Pordenone, Nicola Piacente a Como e Roberto Pellicano a Cremona. Quest’ultimo, quando era a Milano, ha condotto l’inchiesta sui fondi della Lega. Dalla Procura di Milano, dove si è occupato di indagini su reati economico-finanziari (da Antonveneta al San Raffaele) proviene anche Luigi Orsi, oggi in Cassazione. Al di là di Romanelli, l’unico altro aggiunto in corsa è Cesare Parodi, in servizio a Torino.