Sanificazione a bordo di un aereo (Ansa)
Sanificazione a bordo di un aereo (Ansa)

Milano, 22 maggio 2020 - Atterrate dal Coronavirus, le compagnie aeree si preparano a riprendere i voli in vista anche delle vacanze. Una ripartenza graduale parallela alla Fase 2, con il via libera dal 3 giugno ai viaggi liberi tra le regioni, la riapertura di tutti gli aeroporti – annunciata mercoledì dalla ministra dei Trasporti Paola De Micheli – e delle nostre frontiere in uscita e in ingresso dall’Europa. Ma non è detto che avverrà altrettanto perché alcuni Paesi, tra cui Germania, Austria e Svizzera, hanno già anticipato che i vincoli all’ingresso di viaggiatori provenienti dall’Italia potrebbero essere più lunghi eccetto i casi per cui già sono consentiti spostamenti: emergenze sanitarie, lavoro, rientro al domicilio.

Intanto le compagnie stanno pensando alla progressiva ripresa dell’attività per cercare di scongiurare le previsioni della Iata (l’associazione delle compagnie mondiali) che stima per il 2020 una riduzione del 50% dei ricavi pari a una flessione di 314 miliardi di dollari. Ryanair ha annunciato mille collegamenti dall’1 luglio, il 40% dell’operatività. Da giugno Lufthansa prevede di raddoppiare da 80 a 160 gli aerei nei cieli, Klm ha già ripreso i collegamenti da Amsterdam con l’Italia e così farà da Londra dall’1 giugno British Airways. Alitalia dal 2 giugno ripristinerà i collegamenti Roma-New York, i voli con la Spagna e quelli tra Milano e il Sud Italia per un totale di 30 rotte.

Ma chi si metterà in viaggio – magari approfittando delle promozioni – quali regole di sicurezza dovrà rispettare per evitare il rischio contagio in aereo? Negli aeroporti italiani, come avverte l’Enac, che ha pubblicato sul suo sito le linee guida, bisognerà rispettare il distanziamento di almeno un metro (al check-in, nelle aree di attesa, all’imbarco e all’uscita dal velivolo) e prevedere la misurazione della temperatura (ripetuta da parte delle compagnie all’imbarco) con l’intervento delle autorità nei casi sospetti, a partire dai 37,5 gradi. Negli scali e in aereo è obbligatorio l’uso della mascherina (che potrebbe essere fornita anche dalle hostess come i gel disinfettanti), igienizzazione e disinfezione di spazi, aree sosta, cabine. In volo vanno ridotti alcuni servizi (come la somministrazione di cibo e bevande), a terra l’uso degli autobus per gli imbarchi (non più a pieno carico). Sono raccomandati web ckeck-in e meno bagagli a mano ma resta il punto interrogativo sulle distanze in aereo.

Nei voli da e per l’Italia (di qualsiasi compagnia, anche estera) è d’obbligo per l’Enac un metro tra i passeggeri. Quindi su un Boeing 777 da 293 posti ne vengono utilizzati 129. Ma se Alitalia rispetta queste norme, come ha denunciato la Uiltrasporti, altre compagnie no. Del resto la Ue si è limitata a raccomandare il distanziamento in volo. Per la Iata i posti vuoti non sono sostenibili economicamente e non riducono il rischio-contagio mentre le nuove linee guida dell’agenzia europea Easa consigliano – ma non obbligano – un’autocertificazione sullo stato di salute al check-in e un metro e mezzo di distanza in cabina. Ma non sono vincolanti per i singoli Paesi. Così Ryanair ha detto che non si sente obbligata al posto vuoto mentre EasyJet ha prospettato il non utilizzo di quello centrale. L’Enac comunicherà al ministero della Salute eventuali infrazioni al distanziamento e i virologi, nell’incertezza delle norme, consigliano di preferire i posti vicino al finestrino e lontani dalla toilette dove, se si riesce, è consigliato proprio non entrare.

Ecco le schede di tutte le regole da seguire durante i viaggi aerei:

1 - Distanza costante

Il protocollo pubblicato da Easa (Agenzia europea per la sicurezza aerea) ed Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) raccomanda (senza obbligo esplicito) un distanziamento fisico di un metro e mezzo: negli aeroporti e a bordo, dove possibile

2 - Mascherine

Sulle mascherine, l’idea è che debbano essere obbligatorie per entrare al terminal di partenza e sempre indossate finché non si esce dall’aeroporto di destinazione. Pugno duro per chi sale a bordo dell’aereo senza o le sfila

3 - Prima di arrivare

Compagnie e aeroporti, spiega protocollo, dovrebbero informare i futuri passeggeri con materiale promozionale delle restrizioni che potrebbe avere chi soffre di sintomi compatibili con il Covid-19. L’obiettivo è incoraggiare i passeggeri con questi sintomi a non andare in aeroporto

4 - In partenza

Agli hub che usano i termoscanner (su cui il protocollo è tiepido) si raccomanda di misurare la temperatura all’entrata dell’aeroporto. I controlli dovrebbero identificare i passeggeri con 38 gradi o più di temperatura

5 - Autocertificazione

Finita l’era delle autocertificazioni in Italia, potrebbe cominciare per chi vola in Europa: i passeggeri, secondo le linee guida, dovrebbero fornire al check-in una dichiarazione sul proprio stato di salute (se siano malati di Covid-19, se abbiano sintomi e così via)

6 - A bordo

Tra le prassi caldeggiate da tenere a bordo: no al duty free e alla vendita di prodotti non essenziali, riduzione del servizio di somministrazione di cibo e bevande, preferenza per prodotti preconfezionati e sigillati

7 - All'arrivo

Per lo sbarco si consiglia l’uscita ordinata per file, a partire dalle più vicine alla porta per poi procedere con i posti lungo il corridoio, i centrali e i posti finestrino. Altro suggerimento è quello di esentare dalla prova del termoscanner i passeggeri già misurati alla partenza