Piccolo ripasso sanitario, nel caso di malaugurate positività al Sars-Cov-2. La nuova circolare del ministero della Salute, in vigore dal 12 ottobre, fornisce puntuali indicazioni. La prima è che tutti i soggetti positivi debbono tassativamente restare in isolamento. L’isolamento – misura diversa dalla quarantena, riservata alle persone ancora negative, però a rischio di malattia in conseguenza dei contatti stretti avvenuti – si realizza separando "le persone infette dal resto della comunità per la durata del periodo di contagiosità", in ambiente e condizioni che prevengano la trasmissione virale. Coronavirus, il bollettino del 24 ottobre Ricevuto l’esito del tampone, i positivi asintomatici devono restare isolati per almeno 10 giorni, al termine dei quali dovranno attestare la propria negatività con un test molecolare effettuato al termine del periodo di isolamento (non prima). Anche i positivi sintomatici, salvo ricoveri ospedalieri che potrebbero allungare considerevolmente le cure, potranno rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi accompagnato da test molecolare negativo. In questo caso il test andrà però eseguito dopo almeno tre giorni trascorsi senza sintomi, escluse alterazioni di gusto e olfatto – di più lunga persistenza. L'appello degli scienziati: "Servono misure drastiche in 2-3 giorni" I positivi a lungo termine – ovvero i soggetti che, pur non presentando più sintomi, continuano a risultare...

Piccolo ripasso sanitario, nel caso di malaugurate positività al Sars-Cov-2. La nuova circolare del ministero della Salute, in vigore dal 12 ottobre, fornisce puntuali indicazioni. La prima è che tutti i soggetti positivi debbono tassativamente restare in isolamento. L’isolamento – misura diversa dalla quarantena, riservata alle persone ancora negative, però a rischio di malattia in conseguenza dei contatti stretti avvenuti – si realizza separando "le persone infette dal resto della comunità per la durata del periodo di contagiosità", in ambiente e condizioni che prevengano la trasmissione virale.

Coronavirus, il bollettino del 24 ottobre

Ricevuto l’esito del tampone, i positivi asintomatici devono restare isolati per almeno 10 giorni, al termine dei quali dovranno attestare la propria negatività con un test molecolare effettuato al termine del periodo di isolamento (non prima). Anche i positivi sintomatici, salvo ricoveri ospedalieri che potrebbero allungare considerevolmente le cure, potranno rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi accompagnato da test molecolare negativo. In questo caso il test andrà però eseguito dopo almeno tre giorni trascorsi senza sintomi, escluse alterazioni di gusto e olfatto – di più lunga persistenza.

L'appello degli scienziati: "Servono misure drastiche in 2-3 giorni"

I positivi a lungo termine – ovvero i soggetti che, pur non presentando più sintomi, continuano a risultare positivi al test molecolare – potranno invece interrompere l’isolamento solo dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi, a condizione di assenza degli stessi da almeno una settimana (sempre eccezion fatta per la perdita di gusto e olfatto).

Sileri: "No alla corsa al tampone"

In caso di notifica dall’app Immuni di contatto stretto con soggetto positivo, occorre contattare medico di base o Asl e mettersi precauzionalmente in quarantena per 14 giorni (misura vigente anche nei casi di contatti stretti tracciati non elettronicamente). Dopo 10 giorni si potrà uscire anticipatamente dalla quarantena con un test molecolare negativo. In caso il test fosse invece positivo, varranno le specifiche prima indicate e sarà responsabilità del paziente avvisare Immuni.

1) Ho i sintomi del Covid

Se ho almeno 37,5 gradi di febbre, ho la tosse secca o mi sento particolarmente spossato, devo restare in casa. Altri sintomi, meno comuni, sono: mal di gola, naso chiuso o che cola, diarrea, congiuntivite, mal di testa, perdita parziale o totale del gusto e dell'olfatto.

Chiamare il dottore

Bisogna chiamare immediatamente il proprio dottore. Non bisogna andare al pronto soccorso e nell studio del medico di famiglia, perchè il rischio è quello di infettare altre persone.

Quando fare il tampone

Sarà il medico di famiglia a decidere se ci si dovrà sottoporre subito al test oppure aspettare qualche giorno in casa per capire se i sintomi migliorano o peggiorano. Sarà sempre il nostro dottore a indicarci dove effettuare il test.

Cosa succede se il primo tampone è negativo

Non siamo ammalati di Covid. Possiamo tornare a uscire di casa. Se i sintomi non dovessero sparire o dovessero ripresentarsi, bisognerà chiamare subito il medico di famiglia.

Cosa succede se il primo tampone è positivo

Chi risulta infetto dal Coronavirus deve entrare in isolamento. Se i sintomi peggiorano, bisogna chiamare il medico base per capire se sarà necessario rivolgersi al 118. Dopo dieci giorni, se nelle ultime 72 ore non ci sono stati sintomi, si potrà richiedere un nuovo tampone. Se il secondo tampone è negativo, si può uscire dall'isolamento. Se il secondo tampone è positivo, si potrà uscire dall'isolamento solo dopo 21 giorni dalla prima manifestazione della malattia, se questo è durato almeno 21 giorni e nell'ultima settimana non si sono presentati sintomi.

2) Ho un familiare o un collega positivo

La prima cosa da stabilire è se possiamo definirci o meno un contatto stretto. In caso di sintomi, bisognerà subito chiamare il medico.

Chi è un contatto stretto

Chi è rimasto faccia a faccia con un positivo a meno di 2 metri di distanza, per almeno 15 minuti e senza indossare la mascherina. Chi è rimasto a lungo in ambienti chiusi con un positivo e senza utilizzare la mascherina. Chi ha avuto contatto diretto fisico con un positivo, per esempio gli ha stretto la mano o è entrato in contatto con le sue secrezioni, per esempio toccando un fazzoletto per soffiarsi il naso usato. Chi tra il personale sanitario non utilizza adeguate misure di protezione individuale. 

Cosa succede se sono un contatto stretto

Un contatto stretto asintomatico deve rimanere in quarantena per 14 giorni dal momento in cui ha avuto il proprio ultimo contatto con la persona positiva, se l'incontro era avvenuto nelle 48 ore precedenti a quando quella persona è stata sottoposta al tampone.

Quando finisce la quarantena

Al termine delle due settimane un contatto stretto asintomatico non deve fare un tampone, sempre che non gli sia stato richiesto di sottoporsi ai test dalle autorità sanitarie.

Come posso ridurre i tempi della quarantena

Il contatto stretto può sottoporsi a un tampone dopo dieci giorni dall’ultimo contatto con il caso positivo: se il test risulta negativo, finisce immediatamente la quarantena. Se il tampone dà esito positivo, il contatto stretto diventa ufficialmente un contagiato e deve quindi entrare in isolamento.

3) Ho ricevuto una notifica da Immuni

La notifica significa che si è entrati in contatto con una persona positiva. Nessuno a parte noi sa che abbiamo ricevuto la notifica.

Chiamare il medico

La richiesta dell’app è quella di contattare il nostro dottore e, in attesa di indicazioni del medico stesso o della Asl, di rimanere a casa per i 14 giorni successivi alla data del contatto comunicata nella notifica.

Come accorciare la quarantena

Dopo dieci giorni dall'ultimo contatto con la persona positiva, si può eseguire un tampone. Se il test risulta negativo, finisce immediatamente la quarantena. Se il tampone dà esito positivo, il contatto stretto diventa ufficialmente un contagiato e deve quindi entrare in isolamento.

Quando devo fare un tampone

Dopo dieci giorni dall'ultimo contatto con la persona positiva, si può eseguire un tampone. Se il test risulta negativo, finisce immediatamente la quarantena. Se il tampone dà esito positivo, il contatto stretto diventa ufficialmente un contagiato e deve quindi entrare in isolamento.

Cosa succede se risulto positivo

Dovrò entrare in isolamento e comportarmi di conseguenza. Potrò decidere se informare la app Immuni della mia positività. Tutte le persone che sono entrate in contatto con me, riceveranno una notifica.

Chi chiamare in caso di dubbi

  • Numero nazionale 1500
  • Abruzzo 800 595 459  
  • Basilicata: 800 99 66 88
  • Calabria: 800 76 76 76
  • Campania: 800 90 96 99
  • Emilia-Romagna: 800 033 033
  • Friuli Venezia Giulia: 800 500 300
  • Lazio: 800 11 88 00
  • Lombardia: 800 89 45 45
  • Molise 0874 313000 e 0874 409000
  • Piemonte: 800 19 20 20 attivo 24 ore su 24
    800 333 444 attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle 20
  • Provincia autonoma di Bolzano: 800 751 751
  • Puglia: 800 713 931
  • Sardegna: 800 311 377 (per info sanitarie) oppure 800 894 530 (protezione civile)
  • Sicilia: 800 45 87 87
  • Toscana: 055 4385850 attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle 13
    800 556060 per informazioni relative ai tamponi
  • Umbria: 800 63 63 63
  • Valle d’Aosta: 800 122 121 attivo dalle ore 9 alle 12 e dalle 13 alle 17
  • Veneto: 800 462 340