Controllo della temperatura a Singapore (Ansa)
Controllo della temperatura a Singapore (Ansa)

Roma, 31 gennaio 2020 - Primi due casi di coronavirus in Italia. E, sebbene l'Ospedale Spallanzani di Roma dove i due turisti cinesi sono ricoverati rassicuri che "non ci sono stati altri contagi", cresce la psicosi anche nel nostro Paese. Ecco dunque quello che sappiamo finora del virus diffusosi nella provincia dell'Hubei, i sintomi, le cure, la mortalità e come difendersi dal contagio.

Che cos'è questo nuovo coronavirus?

Il virus, battezzato 2019 novel coronavirus (2019-nCoV) è stato identificato per la prima volta a Wuhan l'anno scorso e si ritiene sia passato dagli animali agli esseri umani in un mercato ittico, Wuhan Huanan, ora chiuso, dove si vendeva anche carne di animali selvatici. E' ormai accertata la possibilità di trasmissione tra gli esseri umani. L'agente patogeno è un coronavirus, della famiglia dei virus a cui appartengono anche quello della Sars (la sindrome respiratoria acuta severa) e la Mers (la sindrome respiratoria del M.O.). 

Quali sono i sintomi?

Molto comuni e simili a quelli di altri virus, febbre, raffreddore e difficoltà respiratorie. Nei casi più gravi, l'infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte.

Esiste una cura?

Non esiste una cura specifica e il trattamento dipende anche dai sintomi del paziente. Ci sono antivirali a livello sperimentale e a volte si somministra l'antibiotico, nel caso in cui si adombri la complicanza batterica.  

Esiste il vaccino?

No, essendo una malatia nuova non esiste ancora un vaccino e i tempi per la sua realizzazione possono essere lunghi.

Qual è la mortalità nei casi di contagio?

I morti al momento sono oltre 200, tutti in Cina. su circa 10mila casi accertati. Dai dati diffusi finora, le vittime sono in prevalenza anziani o persone con problemi di salute preesistenti. "Ciò che è più allarmante è la diffusione rapida che ha questo virus, mentre l'elemento più tranquillizzante sembra essere la mortalità molto bassa", spiega Giorgio Palù, professore ordinario di Microbiologia e virologia all'università di Padova ed ex presidente della Società europea e italiana di virologia, all'AdnKronos Salute. "Di questo coronavirus è molto rapido ed è già stata accertata una capacità infettante superiore a quella della Sars, oltre a un'ampia capacità di contagio umano, con una mortalità, però, piuttosto bassa, dell'1-2%", prosegue Palù. 

Che cosa dicono gli esperti?

"L'infezione non e' letale, nell'80% dei casi ha decorso benigno (cioè si guarisce) senza particolari complicanze, nel 20% dei casi può dare una polmonite virale che se si è anziani, immunodepressi, o con patologie croniche respiratorie o cardiocircolatorie può mettere a rischio la vita (decessi da 2% a scendere, in realtà i conti fatti sul numero stimato di infezioni totali danno un tasso di letalità molto più basso)", spiega Giovanni Maga, direttore dell'Istituto di Genetica Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pavia, all'Agi.  

"Se una malattia ha il 3% di mortalità ed è molto diffusa, è una catastrofe. La Spagnola nel 1918 ha avuto il 2% di mortalità. Spero sia più bassa alla luce di tanti casi non diagnosticati e che sfuggono al controllo cinese", ha detto invece il professor Roberto Burioni, virologo, a Radio Cusano Campus

Come si può evitare il contagio?

Intanto non recandosi nelle aree colpite dal coronavirus in Cina, quindi posticipare i viaggi nel Paese asiatico se non strettamente necessari. Poi le raccomandazioni sono le stesse consigliate per ridurre l'esposizione e la trasmissione di una serie di malattie respiratorie: mantenere l'igiene delle mani (lavarle spesso con acqua e sapone o con soluzioni alcoliche) e delle vie respiratorie (starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso, gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso immediatamente dopo l'uso e lavare le mani), pratiche alimentari sicure (evitare carne cruda o poco cotta, frutta o verdura non lavate e le bevande non imbottigliate) ed evitare il contatto ravvicinato, quando possibile, con chiunque mostri sintomi di malattie respiratorie come tosse e starnuti.