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1 ott 2020
donatella barbetta
Cronaca
1 ott 2020

"Sintomi gastrointestinali, possibile correlazione con la polmonite da Covid"

Studio del Gemelli. Ojetti: ’Abbiamo scoperto che alti livelli di una proteina predicono la gravità della malattia’

1 ott 2020
donatella barbetta
Cronaca
Veronica Ojetti, gastroenterologa della Fondazione policlinico Agostino Gemelli Irccs
Veronica Ojetti, gastroenterologa della Fondazione policlinico Agostino Gemelli Irccs
Veronica Ojetti, gastroenterologa della Fondazione policlinico Agostino Gemelli Irccs
Veronica Ojetti, gastroenterologa della Fondazione policlinico Agostino Gemelli Irccs

Roma, 1  ottobre 2020 – Dall’infiammazione intestinale alla possibile correlazione con le forme più aggressive di infezione polmonare da Covid-19 . Tutto ruota attorno a un nuovo indice: la calprotectina fecale che, con il suo dosaggio, aiuterebbe a individuare i pazienti più a rischio già dal momento della diagnosi. Uno studio, appena pubblicato sulla rivista Digestive and Liver Diseases rivela, infatti, che la presenza di elevati livelli di calprotectina fecale si associa a forme più aggressive di infezione polmonare da Sars CoV-2, in particolare negli uomini. Autrice della ricerca è Veronica Ojetti, gastroenterologa del Gemelli , responsabile dell’Organizzazione delle procedure in emergenza urgenza del Dipartimento di scienze dell’emergenza, anestesiologiche e della rianimazione del Policlinico e ricercatore di Medicina interna all’ Università Cattolica , campus di Roma .

L’idea di dosare i livelli di questo marcatore di infiammazione intestinale , per valutarne la correlazione con la gravità della malattia, nasce dall’osservazione che molti pazienti con Covid-19 presentano sintomi gastrointestinali, in particolare diarrea. La calprotectina è una proteina prodotta da un tipo particolare di globuli bianchi, i neutrofili, e segnala la presenza di un danno a carico della mucosa intestinale. Il suo dosaggio si effettua su un campione di feci ed è quindi un esame di facile esecuzione.

"Trovare la calprotectina nelle feci – spiega Ojetti – è indice della migrazione dei neutrofili nell’intestino e quindi dell’instaurarsi di un processo infiammatorio. L’interessamento intestinale del Covid è dovuto alla replicazione del virus attraverso la presenza dei recettori Ace-2, gli stessi riscontrati a livello polmonare. La novità dello studio è che un elevato livello di calprotectina delle feci, anche al momento della diagnosi di Covid-19, può rappresentare un fattore predittivo di una maggiore aggressività della malattia, in particolare a livello polmonare e per la polmonite da Sars CoV-2. Ecco perché monitorare la calprotectina fecale, può aiutare il medico a valutare una possibile evoluzione della malattia in senso peggiorativo".

I sintomi gastrointestinali nel Covid-19 sono la diarrea, vomito e dolori addominali. Nello studio realizzato al Gemelli, su 65 pazienti, uno su 4 presentava distrurbi gastrointestinali ed elevati livelli calprotectina. "Questi sintomi – prosegue Ojetti – compaiono spesso prima dell’interessamento polmonare. Quindi, i pazienti con sintomi gastrointestinali e elevati livelli di calprotectina andrebbero considerati a rischio di sviluppo di una malattia polmonare" . Dalla ricerca sono stati esclusi pazienti con malattie infiammatorie intestinali ed elevati livelli di calprotectina legati alla loro malattia di base, pazienti oncologici o con cardiopatie e nefropatie gravi.

"I risultati del nostro studio, al quale hanno contribuito gli infettivologi Massimo Fantoni e Rita Murri e le dottoresse Eliana Troiani e Teresa De Michele dell’unità di chimica, biochimica e biologia molecolare clinica, diretta dal professor Andrea Urbani , sono molto promettenti, ma andranno confermati da ulteriori studi, anche effettuati nel corso del follow up del Covid-19", conclude Ojetti.

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