Roma, 7 aprile 2020 - Maturità on line e solo orale per i quasi 500 mila maturandi, esame di terza media abolito (ci sarà solo una valutazione del consiglio di classe che terrà conto anche di un elaborato del candidato) e tutti promossi gli studenti degli anni intermedi. Lo scenario, che circolava da giorni, ora è confermato: se non si tornerà a scuola entro il 18 maggio l’anno scolastico 2019/2020 finirà in questo modo. A stabilirlo il decreto sulla scuola approvato dal Consiglio dei ministri che diventerà realtà grazie a una o più ordinanze – questo è da vedere – emanate dal Ministero dell’Istruzione.

Ma c’è anche un piano B. Nel caso si rientri in classe per metà maggio la maturità 2020 sarà più simile a quella dell’anno scorso anche se in versione più smart: ci sarà la classica prima prova scritta di italiano gestita dal Miur, mentre la seconda prova, quella di indirizzo, sarà preparata dalla commissione interamente composta membri interni, i prof che hanno accompagnato i maturandi fino all’esame, e da un presidente esterno. Infine, l’orale che comprenderà anche le competenze trasversali acquisite nei percorsi di alternanza scuola/lavoro. Il primo scenario, stando agli epidemiologi che ogni giorno studiano la curva dei contagi, è molto più probabile: è impossibile un ritorno alla normalità in tempi così rapidi e di certo un eventuale rientro in classe dovrà essere organizzato tenendo conto del principio del distanziamento sociale.

A giugno non ci saranno bocciati: tutti gli alunni dell’ultimo anno saranno ammessi agli esami e gli altri potranno accedere al prossimo anno scolastico ma, attenzione, gli eventuali crediti andranno recuperati. Non ci sarà il 6 politico, i ragazzi saranno valutati sulla base dell’impegno profuso durante l’anno e nella didattica a distanza. Anche il calendario scolastico sarà più flessibile: la scuola, infatti, potrà riprendere a settembre, anche nei primi giorni, prima di quanto stabilito oggi – di solito l’inizio delle lezioni è tra il 10 e il 15 settembre ma varia da Regione a Regione - anche per consentire il recupero di eventuali lacune.

Sul questo punto il decreto spiega che il Miur adotterà in un’ordinanza misure "volte alla definizione della data di inizio" del prossimo anno scolastico, insieme alla Conferenza Stato-Regioni "anche tenendo conto dell’eventuale necessità di recupero degli apprendimenti quale ordinaria attività didattica". Tradotto: a settembre si potrebbe tornare sui banchi prima del solito per un mega ripasso generale nel quale chi ha lacune specifiche potrà recuperare.

Sempre ieri il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alle assunzioni per recuperare parte dei posti liberati nell’estate del 2019 da quota 100: si tratta di 4500 prof. Se in autunno dovessero esserci ancora pericoli legati all’epidemia la ministra Azzolina ha spiegato che si sta lavorando ad un piano per una ripresa delle scuole, a settembre, con un maggiore distanziamento in classe.