Un operaio (foto Imagoeconomica)
Un operaio (foto Imagoeconomica)

Milano, 23 marzo 2020 - Emergenza coronavirus, dopo l'ultimo decreto firmato da Conte e in vigore da oggi, si alza alta la voce di protesta di molti lavoratori che sono stati esclusi dallo stop. Previsti scioperi dei metalmeccanici in Lombardia mercoledì, ma secondo la leader Fiom Francesca Re David sono in corso già oggi iniziative di sciopero su tutto il territorio nazionale. Domattina alle 11 i ministri dello Sviluppo economico e dell'Economia, Stefano Patuanelli e Roberto Gualtieri, hanno convocato una videoconferenza con Cgil, Cisl e Uil, dopo che i segretari generali Landini, Furlan e Barbagallo hanno inviato loro una lettera chiedendo "con urgenza un incontro" sul Dpcm con le nuove restrizioni anti-Coronavirus. I sindacati ritengono che molte delle attività industriali e commerciali non sospese non siano indispensabili o essenziali e, per questo, chiedono di rivedere l'elenco. 

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Le minacce di Fim, Fiom e Uilm

I sindacati dei metalmeccanici alzano l'asticella dello scontro: per le aziende non ancora sicure e per quelle fuori delle reali attività essenziali, Fim Fiom e Uilm hanno prolungato la copertura dello sciopero nelle aziende metalmeccaniche fino al 29 marzo, quando verificheranno come proseguire l'iniziativa. Lo scrivono in una nota unitaria i segretari generali Marco Bentivogli, Francesca Re David, Rocco Palombella. "La nostra richiesta - spiegano - è limitarsi, senza eccezione alcuna, alle sole attività essenziali per ridurre la mobilità dei lavoratori. Sulla base di questa determinazione sosteniamo la richiesta di confronto avanzata da Cgil Cisl e Uil nei confronti del Governo per attuare tutte le modifiche necessarie" ai recenti decreti.

Scioperi dei metalmeccanici

I lavoratori delle aziende metalmeccaniche della Lombardia sciopereranno mercoledì 25 marzo per 8 ore. Spiega il segretario generale della Fim-Cisl, Marco Bentivogli: la decisione "è stata presa perché si consideri la Lombardia una regione dove sono necessarie misure più restrittive sulle attività da lasciare aperte". 
Sempre dopodomani incrociano le braccia per 8 ore anche i lavoratori delle aziende del settore chimico, tessile, gomma-plastica che non hanno produzioni essenziali e di pubblica utilità.  I sindacati regionali lombardi Filtem Cgil, Femca Cisl, Uiltec, protestano per la decisione di inserire nelle attività "d'impresa da considerare essenziali (gli ormai famosi codici Ateco) una serie di attività di vario genere che di essenziale non hanno nulla, depotenzia il decreto e crea l'effetto di ridurre ai minimi termini il numero delle lavoratrici e dei lavoratori che potranno rimanere a casa".

Settore aerospaziale

In sciopero oggi anche i lavoratori delle aziende del settore aerospazio (Leonardo, Ge Avio, Fata Logistic System, Lgs, Vitrociset, Mbda, Dema, Cam e Dar) contro l'estensione delle attività indispensabili da parte del governo, rispetto a quanto concordato con i sindacati. Re David (Fiom): "Astensioni dal lavoro in tutta Italia".

I sindacati bancari

I sindacati bancari Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin preparano la mobilitazione della categoria, a partire da domani, e minacciano lo sciopero. In una lettera all'Abi, a Federcasse, a tutte le banche, e, per conoscenza, al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte denunciano come "i dipendenti del settore, tra i quali si registrano molti casi di positività al Coronavirus, non operano in condizioni di sicurezza", senza mascherine, guanti e disinfettanti.

Confindustria: perdiamo 100 miliardi ogni tre giorni

Di parere diametralmente opposto, e non sorprende, Confindustria: "Con questo decreto si pone una questione che dall'emergenza economica ci fa entrare nell'economia di guerra", è l'opinione del presidente Vincenzo Boccia, che dopo lo stop a tutte le attività economiche non essenziali ammonisce: "Se chiudiamo il 70% delle attività vuol dire che perdiamo 100 miliardi ogni 30 giorni". E sullo sciopero generale minacciato dai sindacati commenta: "Onestamente non riesco a capire su cosa". 

Stop per coronavirus, le posizioni dei sindacati

L'elenco delle attività indispensabili è stato più che raddoppiato rispetto a quello concordato con il sindacato, attacca la segretaria della Fiom. Francesca Re David in una intervista ad Omnibus sottolinea che "è impossibile pensare di sconfiggere il virus se non si chiudono le attività produttive non essenziali". E continua: "I sindacati non hanno il potere di chiudere le fabbriche, è il governo che deve intervenire. La Fiom sta facendo accordi con le imprese per le fermate e le riduzioni delle attività produttive con l'utilizzo della cassa integrazione. Chiediamo al governo che venga messa al centro la salute dei lavoratori".
Critico anche il segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo: "In questo momento, lo diciamo tutti, la priorità assoluta è la salvaguardia della salute dei lavoratori, dei pensionati e dei cittadini. In coerenza con il sacrosanto mantra 'io resto a casa', noi chiediamo semplicemente che tutti quelli che possono debbano restare a casa. A questo proposito, il decreto di ieri sera rappresenta un passo avanti, ma non basta ancora, perché ci sono altre attività che vanno sospese".