L’atelier di Alba del gruppo Miroglio ora produce mascherine (Ansa)
L’atelier di Alba del gruppo Miroglio ora produce mascherine (Ansa)

Roma, 31 marzo 2020 - Come minimo altre due settimane di lockdown per il Coronavirus. E poi si vedrà sulla base dell’andamento delle curve. È questo l’orientamento del premier Giuseppe Conte e dei suoi ministri, quello della Salute Speranza in primis. "Non dobbiamo abbassare la guardia proprio ora" si è raccomandato il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, e a palazzo Chigi concordano. Il decreto che scade il 3 aprile sarà così prolungato fino al 17 aprile.

"Dopo Pasqua – osserva il direttore dell’Iss, Silvio Brusaferro –, se avremo una curva contagi in consistente riduzione da diversi giorni, allora potremo pensare a una riapertura, che comunque avverrà in modo graduale". A palazzo Chigi si guarda con attenzione a uno studio pubblicato dall’Einaudi Institute (Bankitalia) nel quale si fa una stima di quando potrebbe terminare l’emergenza nelle varie regioni: tra il 5 (ipotesi mediana) e il 16 maggio (ipotesi negativa). Secondo la ricerca, firmata dal professor Franco Pedracchi, la prima regione a vedere finire l’epidemia – ipotesi mediana – sarebbe il Trentino Alto Adige (6 aprile) seguito da Basilicata, Umbria e Liguria (7 aprile). Poi sarà la volta di Val D’Aosta (8 aprile), Puglia (9 aprile), Friuli Venezia Giulia (10 aprile), Abruzzo (11 Aprile). In Sicilia e Veneto l’epidemia dovrebbe finire il 14 aprile, in Piemonte il 15 aprile, nel Lazio il 16 aprile, in Calabria 17, in Campania il 20. In Lombardia, l’epicentro dell’epidemia, dovrebbe finire il 22 aprile, in Emilia Romagna il 28 aprile, in Toscana le curve raggiungeranno lo zero solo il 5 di maggio.

Nel governo c’è la tentazione di procedere, dopo il 17 di aprile, ad una riapertura ’graduale’ regione per regione. Ma non tutti sono favorevoli. L’annuncio del nuovo Dpcm seguirà a un Consiglio dei ministri che, secondo fonti di governo, potrebbe tenersi domani o giovedì. Più difficile, ma non del tutto escluso, che avvenga oggi. Il comparto che potrebbe beneficiare delle prime aperture potrebbe essere quello delle attività produttive "per le quali la chiusura – ha detto Conte a El Pais – non potrà durare molto".

La principale eccezione alla quale si lavora potrebbe riguardare il settore dell’acciaio: gli impianti, che hanno bisogno di giorni per essere riattivati, potrebbero essere autorizzati a ripartire il 14 o il 15, così da essere operativi la settimana successiva. Possibile anche qualche limitata autorizzazione di filiere in qualche modo legate al biomedicale e all’industria alimentare e alla meccanica agricola.

Nel frattempo i tecnici di Gualtieri lavorano al decreto economico di aprile. L’imperativo del governo è trovare liquidità per imprese, autonomi, lavoratori. E, in queste ore, acquista concretezza la misura di un reddito di emergenza ad hoc per chi ha subito, economicamente, la crisi Coronavirus e di un aumento da 600 a 800 euro del contributo per gli autonomi. Ma il cantiere è aperto.

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