Coronavirus, provette in laboratorio (Ansa)
Coronavirus, provette in laboratorio (Ansa)

Roma, 11 maggio 2020 - Guai a ipotizzare che il Coronavirus sia mutato e perde forza: potresti essere tacciato di eresia. Eppure, interrogarsi sulla possibilità che questa epidemia sia divenuta meno violenta e confrontarsi sul fatto che potrebbe anche dipendere dal comportamento del virus, "non significa fare pseudoscienza".

Così Guido Silvestri, immunologo della Emory University di Atlanta, uno dei più affermati specialisti italiani negli Stati Uniti, si è visto costretto a difendersi dai rimproveri di chi, durante un talk show televisivo, gli contestava un’apertura troppo disinvolta sul tema del calo dei contagi.

"Vorrei evitare una polemica tra esperti – ha scritto di rimando l’illustre docente, sostenitore delle vaccinazioni, più volte preso di mira per questo dai no-vax - è chiaro che la malattia sembra meno grave di come appariva settimane fa". Potrebbe essere il caldo, una minore circolazione del virus frutto del distanziamento, dell’igiene. Si ammette anche una più spiccata capacità dei medici ospedalieri a trattare l’infezione. "Ma potrebbe nondimeno (perché no?) trattarsi di un virus che si adatta all’ospite riducendo la patogenesi, fenomeno noto a chiunque conosce la virologia. In ogni caso, discutere di questa possibilità alla luce delle proprie esperienze non significa fare pseudoscienza. Concentriamoci sul vero nemico Sars-CoV-2 – conclude Silvestri - che è alle corde ma non ancora al tappeto".

L’attacco al virologo italo-americano sorprende anche perché negli ultimi giorni si moltiplicano le affermazioni di illustri specialisti che segnalano un cambio di passo nell’epidemia. Matteo Bassetti, presidente della Società italiana terapia antinfettiva, ha dichiarato giorni addietro che in marzo questo virus, per rapidità di diffusione e vittime, sembrava uno tsunami, molti contagiati rischiavano addirittura di morire in ambulanza, mentre adesso lo stesso virus ha perduto velocità di trasmissione. Sulla stessa lunghezza d’onda di Silvestri e Bassetti, da Roma, l’immunologo Francesco Le Foche si dichiarava fiducioso, e parlando di un ottimismo basato sul riscontri scientifici azzardava un commento: "Questo Covid-19 si potrebbe spegnere da solo, probabilmente a maggio usciremo e potremo andare in vacanza, in Italia. Quando il vaccino arriverà tra un anno, un anno e mezzo, credo sarà utile ma non indispensabile".

Massimo Ciccozzi, epidemiologo dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, si è spinto oltre, sostenendo che questo Coronavirus perde forza, e sono state individuate mutazioni transienti, polimorfismi. Non si contano nel frattempo le dichiarazioni di primari di reparti terapia intensiva di ogni parte d’Italia che confermano il quadro di un fenomeno che si sta spegnendo, con zero nuovi ingressi in terapia intensiva, al punto che mancano persino pazienti da inserire in sperimentazione di nuove terapie.

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