Roma, 26 marzo 2020 - Aumentano i casi di Coronavirus in Lombardia. Più del previsto, o meglio di quanto auspicato. Il dato - e ancora non è chiaro se si tratti di un numero parziale - viene fornito dal presidente della Regione Attilio Fontana che parla di 2.500 contagiati in più nell'ultima giornata.  Il governatore ha spiegato che "non sono ancora state fatte analisi" su quali zone siano più colpite. "Non so se è arrivato il picco o se ci è sfuggito qualcosa - ha aggiunto - queste valutazioni spettano ai tecnici, io posso solo dire che personalmente sono preoccupato".

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"Picco vicinissimo"

E' convinto invece che in Italia il picco sia "vicinissimo" e si presenta "molto largo, una sorta di plateau", Fabrizio Nicastro, dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e fra gli esperti del 'Gruppo analisi numerica e statistica dati Covid-19'. Questa è la situazione ad ora, dominata da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. "Se un'altra regione importante dovesse esplodere - ha rilevato - è chiaro che la curva si rialzerà".

Borrelli negativo

Il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli è risultato negativo al tampone. Lo rende noto il Dipartimento della Protezione Civile sottolineando che Borrelli "che attualmente continua ad accusare un lieve stato influenzale" continuerà a lavorare da casa rimanendo in costante contatto con il comitato operativo e l'unità di crisi. 

L'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, ha intanto rassicurato sulle condizioni di salute dell'ex capo della Protezione Civile Guodo Bertolaso, da ieri ricoverato al San Raffaele a Milano dopo essere risultato positivo. "Bertolaso sta bene, è stato ricoverato in via precauzionale" ha aggiunto Gallera. 

L'assessore ha poi fatto sapere che "da lunedì i medici e gli infermieri controllano la febbre e fanno i tamponi se hanno più di 37.5 di febbre. Non facciamo polemiche su cose che facciamo già. Questo è il momento di lavorare insieme". Gallera, alla trasmissione Agorà su Rai3, si è confrontato con la vice sindaca di Brescia, Laura Castelletti, che chiede che vengano fatti tamponi alle persone che hanno sintomi di Covid19 ma che sono a casa e non ricoverate in ospedale. "I tamponi a infermieri e medici li abbiamo previsti per chi ha più di 37 e mezzo di febbre, ai medici di medicina generale facciamo i tamponi, e questo si intende anche agli operatori delle Rsa", ha concluso. 

Tampone anche al Papa

E anche il Papa è stato sottoposto al tampone dopo che un prelato in servizio alla Segreteria di Stato e residente a S.Marta, dove abita il Pontefice, è risultato positivo al Covid19. Sono in corso da questa mattina, a quanto si apprende, i controlli nella stessa residenza. I dipendenti della Segreteria di Stato che possono aver avuto contatti con il monsignore italiano ora al Gemelli, sono convocati per sottoporsi al tampone. Secondo le stesse fonti, lo stesso papa Francesco sarebbe stato sottoposto al tampone ma ancora non se ne conosce l'esito. 

Oms: tamponi solo a fasce mirate

I tamponi "vanno aumenti ed effettuati su categorie mirate che sono i sintomatici, i casi sospetti ed i contatti, oltre ovviamente agli operatori sanitari", è la linea del direttore vicario dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) Raniero Guerra. "Estenderli a tutta la popolazione - sottolinea - è inappropriato e non è funzionale. Ciò che serve è identificare casi sospetti, persone a rischio e contatti, e su questa base fare i tamponi". E "vanno dotati gli operatori sanitari di adeguate protezioni".

Medici morti salgono a 41

 Si allunga purtroppo il triste elenco dei medici caduti nel corso dell'epidemia di Covid-19. Secondo la Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici), che lo pubblica sul suo sito, fra gli ultimi decessi figura quello di Marco Lera, odontoiatra di Lucca. Alla lista di 40 medici si aggiunge anche Santino Forzani, direttore sanitario a Novara, per un totale di 41. "La situazione sta diventando sempre più drammatica - dice il presidente della Fnomceo Filippo Anelli - ancora ci arrivano segnalazioni di medici senza dispositivi di protezione o con protezioni inadeguate. Governatori, Protezione civile e ministero della Salute devono fare presto. Non so quanto reggeremo".

Covid-19, morto altro farmacista

Deceduto anche un altro farmacista: è Paolo D'Ambrogi, che esercitava nella sua parafarmacia di Nettuno. Lo rende noto il presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi), Paolo Mandelli. "Continuiamo a prestare la nostra opera sul territorio e nelle strutture del SSN - afferma - anche se ancora non siamo stati dotati di protezioni adeguate, così come gli altri professionisti della salute impegnati a contrastare l'emergenza".

Guarito uno dei 6 bimbi malati

Nella cronaca dell'emergenza c'è spazio anche per una buona notizia: "E' guarito uno dei 6 bambini positivi. Gli altri 5 bambini positivi sono in buone e stabili condizioni", rende noto l'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma sulla pagina Facebook 'Salute Lazio' dell'assessorato regionale alla Sanità. 

Uso farmaci anti-Aids

Il direttore dell'Agenzia italiana del farmaco, Nicola Magrini, ha fatto sapere che "a breve libereremo la possibilità per i medici di famiglia di prescrivere farmaci anti-Aids" per il trattamento del Covid-19. Magrini ha inoltre sottolineato come per altri farmaci, come l'anti-malarico clorochina, ci siano invece "rischi" ed è "necessaria cautela rispetto ad un uso di massa".

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Roma, Nerola 'blindata'

Per cercare di contenere i contagi, il territorio comunale di Nerola, alle porte di Roma, è presidiato da esercito, carabinieri e polizia, dopo che la regione Lazio ha istituito la 'zona rossa'. Ogni via d'accesso al paese è chiusa e sorvegliata dai militari, e sul territorio comunale è impossibile accedere, sia in ingresso che in uscita. Il blocco durerà fino al prossimo 8 aprile.