Roma, 9 aprile 2020 - Bollettino del 9 aprile sull'emergenza Coronavirus in Italia. Conferenza stampa nella sede della Protezione civile, durante la quale sono stati illustrati i dati delle ultime 24 ore con riferimento ai nuovi contagi, al numero degli attualmente positivi e ai dati su morti e guariti. Intanto oggi si apprende che sono più di 100 i medici che hanno per la vita da inizio epidemia. Mentre sul fronte delle misure restrittive filtra che il governo sarebbe intenzionato a prolungare i provvedimenti fino al 3 maggio: la fase 2 è sostanzialmente rinviata.

Il bilancio della giornata

Sale a 143.626 il numero dei casi totali: in un giorno si registrano 4.204 casi in più. Un nuovo aumento dunque, dopo un inizio settimana caratterizzato da un calo sensibile. Ieri erano stati +3.836, martedì +3.039. Torna a salire anche il numero dei decessi, 610 oggi contro i 542 di ieri, portando il totale a 18.279. Sono 1.979 i guariti in più (ieri 2.099), 28.470 in totale. Le persone attualmente positive sono aumentate di 1.615 unità (ieri di 1.195), portando il totale a 96.877. Continuano a calare i ricoveri, anche se leggermente meno dei giorni scorsi: quelli ordinari sono scesi di 86 unità (ieri di 233), portando il totale a 28.399. Le terapie intensive sono scese di altre 88 unità (ieri 99), 3.605 in totale: si tratta del sesto giorno consecutivo di flessione. Le persone in isolamento domiciliare sono 64.873. Ancora molto alto il numero di tamponi effettuati, 46.244, anche se meno di ieri, quando erano stati 51.680.

Il bollettino dell'11 aprile

Lombardia

In Lombardia si sono verificati 1.388 nuovi casi di Covid-19 e 300 decessi nelle ultime 24 ore (ora sono più di 10mila), secondo i dati forniti dall'assessore al Welfare Giulio Gallera. L'aumento dei casi è dovuto però, ha spiegato, al maggior numero di tamponi effettuati, oggi pari a 9.396. In calo di 21 unità i ricoverati in terapia intensiva, pari ora a 1.236 pazienti. Ci sono 440 nuovi casi in provincia di Milano. In città si sono verificati nelle 24 ore 155 casi. Nelle altre province la crescita maggiore è a Brescia, 213 unità, Varese (143), Bergamo (112), mentre Como, Pavia, Cremona e Mantova sono sulla sessantina e Monza a 91.

Emilia Romagna

Sono 18.677 i casi di positività in Emilia-Romagna, 443 in più rispetto a ieri. Si aggiungono 82 nuove vittime - 45 uomini e 37 donne - che fanno salire il totale dei deceduti a 2316 (ieri erano 2.234). I nuovi decessi riguardano 13 residenti nella provincia di Piacenza, 19 in quella di Parma, 13 in quella di Reggio Emilia, 7 in quella di Modena, 13 in quella di Bologna (di cui 1 in territorio imolese), 4 a Ferrara, 3 a Ravenna, 4 nella provincia di Forlì-Cesena (di cui 2 nel forlivese), 6 in quella di Rimini. Sono 355 le persone ricoverate in terapia intensiva: 6 in meno di ieri. E diminuiscono anche i pazienti ricoverati in terapia non intensiva, negli altri reparti Covid (-47).

Covid-19, i numeri nelle regioni

I dati delle province

"Nessun medico doveva morire"

"Nessun operatore sanitario avrebbe dovuto morire per assistere i malati di covid 19", ha detto il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli parlando dell'alto numero di medici e infermieri deceduti e sottolineando che "chi assiste malati come questi deve essere sempre messo nelle condizioni" di poter operare con "dispositivi di protezione individuale" e necessità di una "formazione" perché "è evidentemente che uno scenario di questo tipo non lo avevamo mai vissuto e dunque c'è stato una sorta di learning process".

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