Roma, 4 novembre 2020 - "Sono ore particolarmente frenetiche e intense, siamo riuniti in cabina di regia e stiamo ancora lavorando". Così il Direttore Generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, intervenendo al punto stampa al ministero sul Coronavirus e sulla situazione epidemiologica. Dovrebbe arrivare quindi nelle prossime ore la definizione dei 'colori' delle Regioni sulla base delle indicazioni del nuovo Dpcm. È praticabile - ha spiegato Rezza - che anche all'interno di regioni verdi ci possano essere chiusure di alcune aree dove si possono sviluppare focolai importanti. "Le regioni possono cogliere prima il rischio di alcune zone. L' applicazioni di zone rosse in parti piccole del territorio regionale è un meccanismo del tutto praticabile. Non credo proprio che questo Dpcm impedisca di farlo, anzi". 

Sui numeri: "Il trend sembra mostrare una certa stabilizzazione ma non sappiamo ancora se possiamo vedere gli effetti di alcuni provvedimenti presi, come il dpcm e alcune ordinanze regionali su uso continuativo delle mascherine di cui dovremmo iniziare a vedere effetti. Abbiamo avuto un forte aumento dei casi e adesso vediamo una stabilizzazione ma su livelli piuttosto elevati, ci auguriamo di vedere qualche segnale positivo".

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"C'è uno sforzo della struttura commissariale di aumentare la dotazione di saturimetri, è stato fatto un accordo con i medici di medicina generale: diminuire l'afflusso nei pronto soccorso e il sovraccarico delle strutture ospedaliere - spiega - è assolutamente una priorità in questo momento". E ribadisce: "Bisogna ridurre il rischio maggiore di questa patologia cioè ingolfare le strutture ospedaliere, perché abbiamo visto che quando succede si creano problemi di assistenza anche per le persone affette da altre patologie".

Rezza segnala che nel bollettino di oggi si registrano altri 30mila casi. "Le Regioni piu colpite - spiega - sono la Lombardia, il Piemonte e la Campania che registrano molti postivi. Sono regioni che in termini di tasso di incidenza sono piuttosto alte, piu o meno al livello della Lombradia; l'incidenza è elevata anche in Veneto mentre in Lazio vediamo un leggero incremento però sembra essere abbastanza graduale. poi ci sono regioni più piccole come l'Umbria con 500 casi circa, che in termini di incidenza sulla popolazione è piuttosto elevata» .