Il sindaco di Messina, Cateno De Luca (Ansa)
Il sindaco di Messina, Cateno De Luca (Ansa)

Messina, 23 marzo 2020 -  Cateno De Luca, sindaco di Messina, avvocato, fama di duro, attivissimo sui social. “Quaranteno De Luca”, l’hanno soprannominato i suoi concittadini, infòlessibile con chi viola i divieti anti-Coronavirus. Ha detto: non vi posso chiudere in casa, allora vi proibisco di passare sul suolo pubblico. Solo che adesso l’invasione è da fuori. E’ stato così domenica notte sullo Stretto.

Lei ha diffidato il governo, pronto a bloccare tutto. Non c’è un altro metodo per ottenere le cose? 
"Assolutamente no. Soprattutto in momenti così delicati, dove anche dal punto di vista psicologico è necessario che qualcuno si palesi con il pugno duro e lo attui. Qualcuno che abbia autorevolezza e autorità per farlo, ovviamente. Ho già mandato a Roma una proposta da mettere in pratica subito. Altrimenti alle 20 sarò alla rada San Francesco. E non si passa”.

La richiesta del sindaco di Messina

Dell’ultima ordinanza firmata domenica sera dai ministri della Salute e dell’Interno, che di fatto dovrebbe bloccare tutti gli spostamenti anche in auto stabilendo il principio “state dove siete”, lei contesta i 'salvo', insomma le eccezioni.
"Assolutamente sì. Sono le classiche finestre che smontano proprio la forza di un provvedimento".

I suoi concittadini sono arrabbiati. Ma come sindaco,  le contestano, con noi il pugno di ferro e poi...
“Poi, come diciamo noi, Roma ci fa la pipì in testa. Sono inc... come loro. Hanno ragione quando dicono, non è possibile che noi stiamo a casa murati e qui la gente continua ad arrivare”. Il tono si fa concitato: “Guardi, abbiamo individuato un’auto... Artisti di strada, stranieri. Sa dove sono? Ad Aci Trezza, ad Aci Trezza, capito?”.

Come fosse estate.
“Sono passati stanotte, ho foto, video e tutto. Hanno avuto pure un incidente”.

Cosa chiede a Roma?
“Ho appena inviato una richiesta banale. Bisogna fare subito una banca dati, registrare i pendolari dello Stretto. Perché qui c’è questo fenomeno che probabilmente a Roma non conoscono. Gente che vive a Reggio e lavora a Messina e viceversa. Saranno duemila persone. Si registrano una volta e poi passano in automatico. Ci sono forze dell’ordine, magistrati, medici, infermieri...”.

Gli altri, invece?
“Si fa check point almeno tre ore prima. Loro chiedono di passare, noi verifichiamo se c’è davvero lo stato di necessità. Sennò non si passa, non si passa!”.

Anche i pendolari dello Stretto però potenzialmente potrebbero essere positivi.
“Sì, ma questa è un’altra questione. Ciascuno di noi potrebbe essere positivo.  Che ne so, che ne so di questo veleno”.