La ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, in Senato (Ansa)
La ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, in Senato (Ansa)

Roma, 26 marzo 2020 - Esami di maturità senza commissari esterni (solo il presidente lo sarebbe). Cominciano a delinearsi sia pur in un quadro di inevitabile incertezza i contorni dell'esame più temuto dagli studenti. Dunque commissioni giudicatrici formate solo dai prof in terni è l'orientamento della ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina reso noto oggi durante l'informativa in Senato. "Il mio orientamento - ha detto la ministra - è di proporre una commissione formata da soli membri interni, con presidenti esterni. Da un lato, ciò vale a tutelare gli apprendimenti effettivamente acquisiti. Dall'altro, un presidente esterno si fa garante della regolarità dell'intero percorso d'esame".

L'anno resta valido

L'articolo 32 del decreto-legge n. 9 recita: "Qualora le istituzioni scolastiche del sistema nazionale d'istruzione non possono effettuare almeno 200 giorni di lezione, a seguito delle misure di contenimento del Covid-19, l'anno scolastico 2019-2020 conserva comunque validità anche in deroga a quanto stabilito dall'articolo 74 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297".

Quando il ritorno sui banchi?

La ministra ha specificato che "Si tornerà a scuola se e quando, sulla base di quanto stabilito dalle autorità sanitarie, le condizioni lo consentiranno".

I criteri di ammissione

Al di là di questo sono ancora tutti da decidere ad esempio i criteri di ammissione all'esame. "Il Ministero è già al lavoro e stiamo predisponendo tutte le misure necessarie per intervenire, anche in deroga alle vigenti disposizioni normative, in materia di: valutazione intermedia e finale degli studenti; modalità di recupero degli apprendimenti; requisiti di accesso e struttura degli Esami di Stato, per il I e II ciclo di Istruzione; ridefinizione del calendario scolastico nazionale e dei calendari regionali, nel rispetto delle prerogative delle Regioni".

Didattica a distanza per 6,7 milioni di studenti

Il 67% delle scuole che hanno attivato l'attività a distanza, prevede per essa specificheforme di valutazione; attualmente più di 6,7 milioni di alunni è raggiunto, attraverso mezzi diversi, da attività didattiche a distanza.

Decreto da 43,5 milioni di euro

Firmato in tanto il decreto ministeriale di ripartizione tra le istituzioni scolastiche delle risorse, per un totale di 43,5 milioni di euro.

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