San Vito Lo Capo (Dire)
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Roma, 20 aprile 2020  - "Il lockdown non ha senso", parola del professor Giulio Tarro, 82 anni, virologo che, in una intervista a Luca Telese pubblicata dal quotidiano online Tpi.it, ha criticato alcune delle misure prese per contrastare il coronavirus: "Noi dobbiamo usare le armi di questo paese, il sole e il mare, per aiutarci a guarire. Il virus per diffondersi ha bisogno di spazi chiusi, scarsa ventilazione o sistemi di aria condizionata, temperature basse o umide. Il mare e la spiaggia sono l'esatto contrario di questo microclima propizio". 

"Tutti a chiedersi quando arriveranno i vaccini, ma gli anticorpi dei guariti già ci sono! Bisogna usare il plasma dei guariti. Non c'è dubbio che senza troppa enfasi, il modello isreaeliano (tracciare il più possibili gli infetti, isolare gli anziani e far circolare il virus tra i più giovani) abbia prodotto ottimi risultati", continua Tarro. 

"Da noi i contagiati reali sono molti di più di quello che non dicano i tamponi. Solo che non li monitoriamo, per via del modo in cui facciamo i tamponi. È un dato parziale: bisognerebbe parlare di numero di contagiati per tamponi effettuati", spiega il virologo e ricercatore.  

"Il virus può essere controllato con le normali misure igieniche e con la diffusione degli anticorpi: la dimensione del contagio verrà abbattuta dal cambio di clima indotto dalla stagione estiva, anche al nord. Il fattore climatico è senza dubbio fortissimo nella diffusione di questa epidemia".  

Quindi con l'introduzione dell'"obbligo di guanti e mascherine, potremmo aprire anche in Lombardia. Bisogna stare all'aperto e non negli spazi chiusi. Questa potrebbe essere una soluzione vitale, ad esempio per la scuola. Sanificare le aule, ma non chiudere le scuole. In tutto il mondo stanno allentantando il lockdown. Perché noi non lo facciamo mentre in tutto il resto del mondo si fa?".

Ma è polemica con il virologo Burioni

Le idee di Tarro però hanno trovato la dura opposizione di un altro virologo, Roberto Burioni, che su Twitter ha criticato la puntata di 'Porta a Porta' dove era ospite il virologo Tarro: "In momenti come questo l'informazione è importantissima e il servizio pubblico televisivo dovrebbe agire con la massima responsabilità". La posizione di Burioni non è isolata, ma condivisa da altri ricercatori impegnati sul fronte Coronavirus.

Ma a sostenere le esternazioni del medico 82enne è intervenuto Gianfranco Rotondi, ex ministro democristiano: "Il professor Burioni, tra un'intervista e l'altra, trova anche il tempo di polemizzare con me, che ho solo ritwittato una intervista nella quale si sostiene che tra un mese col caldo il Coronavirus ci saluterà per conto suo. Naturalmente non sono in grado di confutare la tesi, ma spero vivamente che sia confermata dai fatti", ha scritto Rotondi. 
 

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