Coronavirus, controlli in Italia (Ansa)
Coronavirus, controlli in Italia (Ansa)

Roma, 10 aprile 2020 - Sarà varato martedì il nuovo decreto con cui il governo Conte prolungherà il lockdown per Coronavirus fino al 3 maggio. Nonostante il pressing di Confindustria per una riapertura già dopo Pasqua, a cui si è unito ieri quello degli industriali tedeschi che hanno bisogno dei componenti italiani per le loro industrie, per l’esecutivo e il comitato scientifico si dovrà restare chiusi in casa almeno altri 20 giorni. La conferma è arrivata ieri dopo l’incontro a Palazzo Chigi tra governo e parti sociali, durante il quale sempre Conte ha illustrato alcune possibilità sul tavolo in merito alla ‘fase 2’; si stanno valutando poche riaperture mirate (nell’ambito dei codici Ateco) delle cosiddette ‘attività essenziali’, ma già nei prossimi giorni verrà istituito un gruppo di lavoro per prefigurare le condizioni della riapertura ‘progressiva’. E ci sarà una cabina di regia a palazzo Chigi con esperti, parti sociali e comitato scientifico.

"Gli esperti hanno confermato che la curva dei contagi sta rallentando in Italia – ha spiegato Conte prima ai capi delegazione della maggioranza, poi alle parti sociali, quindi ai governatori delle Regioni – ma non possiamo passare da un lockdown a liberalizzare tutte le attività, deve essere un passaggio graduale". Se poi il trend della diminuzione dei contagi verrà confermato, "potremmo iniziare ad allentare alcune misure già dalla fine di questo mese". Il presidente del Consiglio ha aperto un confronto ampio, ma il refrain resta quello della prudenza. Del resto anche il comitato tecnico-scientifico ha consigliato al governo di evitare il ’liberi tutti’ e Conte ha poi chiarito che non ci sarebbero "ancora le condizioni di sicurezza per pensare ad una riapertura".

Anche ieri, tuttavia, le imprese hanno continuato a far presente la loro sofferenza. E hanno alzato la voce per chiedere che i soldi e le garanzie messe in campo dal governo siano immediatamente spendibili: "È importante che queste risorse giungano con tempestività alle imprese", ha sentenziato il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. Per Conte, tuttavia, la priorità è sempre prima "la salute dei lavoratori", come ha raccontato ieri il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo. Un assist per allentare i blocchi è arrivato anche dalla Germania: i presidenti delle manifatture che fanno capo della Vdma hanno scritto a viale dell’Astronomia, giudicando "auspicabile" per l’Italia una ripresa delle attività dopo Pasqua "in tutta la sua ampiezza".

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Nella missiva, il direttore generale della Federazione delle industrie tedesche, Joachim Lang, ha sottolineato che "mentre la Germania non ha ancora raggiunto il picco della pandemia, il calo delle infezioni in Italia ci fa sperare in questi tempi difficili. L’industria italiana sta lentamente pianificando l’aumento dei livelli di produzione, è uno sviluppo positivo per molti azionisti tedeschi".
Nel governo, tuttavia, le posizioni non sono tutte concordanti: i renziani spingono per una riapertura ad ampio raggio, mentre altri esponenti dell’esecutivo, come Speranza e Boccia, frenano. "Dobbiamo mettere in sicurezza la salute degli italiani: con la salute a rischio non c’è economia", ha risposto quest’ultimo alle pressioni di Confindustria. Il ministro per gli Affari regionali ha chiarito che la ’fase 2’ consisterà in "graduali aperture di fabbriche e uffici nel rispetto delle prescrizioni sanitarie per la sicurezza dei lavoratori".

Si parla del manifatturiero, della meccanica, della farmaceutica, della filiera agroalimentare. Possibile che si possano alzare le saracinesche di alcuni esercizi commerciali (ad esempio cartolibrerie) ma la lista completa verrà stilata nelle prossime ore. Il governo, comunque, invita a non abbassare la guardia. Soprattutto in vista delle festività pasquali, quando verranno intensificati i controlli sulle strade e sulle autostrade, per evitare ‘fughe’ per raggiungere case di proprietà al mare o in campagna.