Coronavirus, sanificazione in piazza Duomo a Milano (ImagoEconomica)
Coronavirus, sanificazione in piazza Duomo a Milano (ImagoEconomica)

Roma, 2 aprile 2020 - Mentre l'emergenza Coronavirus non accenna ad affievolirsi, si alza invece il livello dello scontro sulla Sanità lombarda, con il leader politico dei 5 stelle Vito Crimi che critica la gestione dell'emergenza da parte della Regione, dicendo che "fatica a dare risposte" e chiede cosa ci faccia con i soldi arrivati con il decreto Cura Italia. 
Da parte sua il governatore lombardo Attilio Fontana va al contrattacco e critica il Governo centrale, sostenendo che da Roma sono arrivate solo briciole e che se non ci si fosse dati da fare autonomamente, si sarebbero chiusi gli ospedali in due giorni. In questo è sostenuto dal leader leghista Matteo Salvini, secondo cui le critiche alla sanità lombarda sono indegne. 

Nello scontro s'innestano le posizioni del ministro Francesco Boccia: "Se ci fosse dall'alto una grande telecamera si vedrebbero in Italia in giro solo mezzi militari, scaricano materiali che lo Stato acquista in tutto il mondo per le Regioni, specie per la Lombardia. E tutto è online nel dettaglio su siti di Protezione civile e dei ministeri", precisa. Immediata la risposta del governatore Fontana: "Credo sicuramente a quello che dice il ministro Boccia ma credo anche ai dati in mio possesso. Faranno quello che sarà possibile, ma per ora ha fatto molto ma molto di più la Regione".

In tutto ciò, il vicesegretario dem Andrea Orlando propone di far tornare le competente della Sanità allo Stato, perché venti sistemi diversi creano disuguaglianze. D'accordo anche Crimi. Non vuole fare polemica il ministro della Salute Roberto Speranza, che su Facebook scrive: "Partono oggi altri 76 medici diretti verso le zone più colpite dal nuovo coronavirus. Andranno a supportare chi è sul campo dall'inizio della pandemia. Un impegno che dimostra come l'Italia sia unita e solidale in questo momento così difficile".

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Le polemiche non tolgono ottimismo al governatore Fontana, che stamattina precisa: "I numeri sono in linea, direi che è un altro giorno positivo perché stiamo assistendo a questo procedere in linea senza aumenti rispetto ai giorni precedenti, quindi si sta verificando quello che i nostri esperti hanno previsto cioè che inizi fra qualche giorno questa benedetta discesa". E Gallera incalza: "Una piccola luce in fondo al tunnel".

Pavia, sperimentazione col plasma dei guariti

Alcuni malati hanno già ricevuto il plasma di pazienti guariti dal Coronavirus che quindi hanno sviluppato gli anticorpi: è così entrata nel vivo al Policlinico di Pavia la sperimentazione della plasmaterapia, Il protocollo è stato predisposto dal servizio di immunoematologia e medicina trasfusionale del San Matteo, in collaborazione con altre strutture come l'Ats di Mantova. I primi due a donare sono stati i medici di Pieve Porto Morone (Pavia), marito e moglie, primi casi di contagio da Covid-19 in provincia di Pavia. 

Il protocollo prevede che venga prelevato il plasma dal sangue delle persone guarite dal virus e si verifichi la capacità di questo "plasma iperimmune", attraverso i suoi anticorpi, di sconfiggere il Covid-19, viene effettuata l'infusione sui malati. Prima di affermare la validità di questa terapia, servono numeri significativi, ma la plasmoterapia è stata condotta in Cina  su oltre mille pazienti, con risultati eccellenti. Per questo il Policlinico di Pavia ha lanciato un appello ai pazienti guariti dal coronavirus dopo essere stati ricoverati in ospedale (compresi quelli provenienti dal Lodigiano e dal Cremonese), perché potrebbero diventare tutti donatori di plasma: chi vuole donare può telefonare in ospedale al numero 0382/503086
A sancire la guarigione, e di conseguenza la possibilità di donare, sono due tamponi negativi consecutivi effettuati nel giro di 24 ore.

Salgono a 69 i medici morti. I numeri Iss

Con l'otorinolaringoiatra Marcello Cifola e il medico del lavoro Marino Signori, due casi segnalati ieri 1 aprile, sale a 69 il totale dei medici morti in Italia per l`epidemia del Coronavirus. Lo riferisce la Fnomceo, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, che sul proprio sito (listato a lutto) pubblica da alcuni giorni il triste elenco dei sanitari vittime del covid-19.
"Molti sono i medici che muoiono improvvisamente, anche se la causa della morte non è direttamente riconducibile al virus, perché il tampone non viene effettuato", spiega la Federazione.  Intanto, secondo gli ultimi dati diffusi dall'Iss (aggiornamento 1 aprile), sono saliti a 10.007 gli operatori sanitari contagiati in Italia.  
In totale sono 102.669 i casi di positività rilevati dall'Iss, di cui 11.857 deceduti. L'età media dei casi è 62 anni, sono maschi al 55,2%. Riguardo le persone morte, il 40% aveva tra 80 e 89 anni (4743 casi: letalità 30,3%), il 33,8% tra i 70 e i 79 anni (4009 casi: letalità 21,3%); l'11,5% tra 60 e 69 anni (1367 casi: letalità 7,8%). La letalità media in Italia stimata dall'Iss è di 11,5%.  Delle persone risultate positive, il 42,1% riporta uno stato con sintomi lievi, il 20,8% severo, il 2,9% critico, il 14,6% è pauci-sintomatico, il 13% è sintomatico (non specificato), il 6,6% è asintomatico. 

Inail, esclusi quasi 3 milioni di lavoratori

Parlando di "iniquità palesi", il presidente del Civ dell'Inail, Giovanni Luciano, in una nota fa riferimento "ai medici di famiglia, ai vigili del fuoco, ad alcune tipologie d'insegnanti, come alle altre numerose tipologie di lavoratori, tra le quali la sterminata massa di persone che lavorano a partita Iva e non sono artigiani". Per questi lavoratori non è prevista tutela assicurativa.
Nel frattempo, l'Inail  avvierà una una procedura straordinaria per il reclutamento di 200 medici e 100 infermieri, come previsto dall'art.10 del decreto legge Cura Italia. I candidati dall'8 al 18 aprile potranno compilare e inviare la propria dichiarazione di disponibilità, sul portale dell'Istituto. 

Perugia, dimesse mamma positiva e neonata

A a distanza di poco più di 48 ore dal parto, i sanitari delle strutture di Terapia intensiva neonatale e Malattie infettive di Perugia hanno provveduto alle dimissioni della donna positiva al Covid-19 e della neonata, Margherita. Sono state trasferite a casa con un'autoambulanza del 118.
 Gli ultimi accertamenti hanno confermato le buone condizioni di salute sia della bambina, nata nelle primissime ore di martedì 31 marzo, sia della madre. "La mamma potrà allattare regolarmente adottando tutte le misure di sicurezza che le sono state illustrate - sottolinea Stefania Troiani, responsabile dell'Unità di Terapia intensiva neonatale - La letteratura scientifica internazionale attesta che la trasmissione del virus madre-neonato in utero è minima, ma ugualmente sono state prese tutte le precauzioni di schermatura del personale come una possibile infetta, procedendo all'isolamento della bambina, per la messa in sicurezza di tutti gli altri ricoverati del reparto". 

Settimo caso in Vaticano

Nuovo caso di Covid in Vaticano. "Ai sei casi comunicati, si è aggiunta la positività di un ulteriore dipendente della Santa Sede, già in isolamento dalla metà di marzo per via della moglie, che era risultata positiva al Covid-19 dopo aver prestato servizio nell'ospedale italiano dove lavora", comunica il direttore della sala stampa vaticana Matteo Bruni. E in una intervista a Vatican News il Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin precisa: "Tutti hanno superato la fase critica e ora stanno migliorando". 

Zaia e lo screening sierologico

Il governatore del Veneto Luca Zaia parla di screening sierologico in vista di un eventuale ritorno al lavoro, ma precisa: "Lo screening sierologico si deciderà solo al termine della sperimentazione delle Università di Padova e Verona". Quindi, "se questa ipotesi sarà validata sarà un inevitabile strumento per il rientro al lavoro. La partita è in mano al mondo scientifico, noi stiamo recependo le indicazioni che condividiamo e le trasformiamo in decisioni operative. Sono convinto - ha concluso - che finora abbiamo ascoltato quelli giusti".

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Come risponderà il virus all'estate?

Guardando all'immediato futuro, ci si chiede se questo ancora misterioso Covid-19 sparirà con l'arrivo dell'estate o se le temperature più calde non avranno alcun effetto su di lui. Oppure addirittura lo renderanno più forte. Ma come il nuovo coronavirus risponderà al cambio delle stagioni rimane ancora un mistero. E i tanti studi sull'argomento sono arrivati a risultati molto contrastanti fra di loro. 

Incita alla rivolta contro le restrizioni

La maggior parte degli italiani segue le restrizioni e sta a casa, ma c'è anche chi incita alla "rivolta", attraverso i social. Accade a Napoli, dove la polizia, monitorando Fb, ha trovato che era stato pubblicato un video in cui un uomo incitava i residenti del quartiere Forcella "a scendere in strada per fare una rivolta" e disobbedire alle prescrizioni previste per arginare la diffusione epidemiologica da Covid-19. Agenti del commissariato Vicaria-Mercato hanno rintracciato l'autore, G.C., 34enne napoletano con precedenti, e lo hanno denunciato per istigazione a delinquere.

Napoli, pacchi cibo per i bisognosi

Continua senza sosta il lavoro nel padiglione della Mostra d'Oltremare di Napoli dove arrivano le donazioni di beni di prima necessità. Nell'hub di stoccaggio, dove lavorano i volontari della Napoli Servizi, Protezione civile, che fa da centro di distribuzione a varie realtà associative del territorio, oggi sono arrivate le donazioni del Caan, il mercato ortofrutticolo di Volla, decine di pacchi alimentari da parte di privati e supermercati e tonnellate di frutta, verdura e ortaggi consegnati dalla Coldiretti. 
Sono state donate 11 tonnellate di prodotti, che saranno poi smistati alle famiglie in difficoltà di volontari della Caritas e della Comunità di Sant'Egidio.

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