Coronavirus, posti di blocco nella zona rossa (foto Imagoeconomica)
Coronavirus, posti di blocco nella zona rossa (foto Imagoeconomica)

Milano, 28 febbraio 2020 - Coronavirus, l'ultimo bilancio fornito dalla Protezione Civile è di 889 positivi e 21 deceduti ("Non sappiamo ancora se sono decedute in conseguenza del virus, ce lo dirà l'Istituto superiore di sanità"). Ci sono 46 persone guarite. Tra le persone entrate in contatto con il virus, ha chiarito Borrelli, 412 sono asintomatici o con sintomi lievi, e sono in isolamento domiciliare. 345 sono ricoverati in ospedale, 64 in terapia intensiva. Il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, ha eivdenziato: "Lo scenario che stiamo valutando e misurando in queste ore è uno scenario che ancora non risente delle misure adottate, perché il tempo che intercorre tra il possibile contatto e il momento in cui può manifestarsi l'infezione è un tempo medio di circa una settimana". Le regioni: 531 contagiati sono in Lombardia, 151 in Veneto, 143 in Emilia-Romagna, 11 in Piemonte, 19 in Liguria, 7 in Toscana, 6 nelle Marche.

Lazio, donna di Fiumicino positiva

C'è poi - ed è notizia di stasera - un nuovo caso nel Lazio dopo i tre già guariti. Si tratta di una donna residente a Fiumicino, rientrata da un viaggio di qualche giorno a Bergamo. Il nucleo familiare è stato portato allo Spallanzani in sorveglianza attiva. 

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Lombardia

In Lombardia la situazione più complicata. L'assessore al Welfare, Giulio Gallera, fa sapere che sono a oggi 531 i positivi nella regione, di cui 235 ricoverati e di questi 85 in terapia intensiva. Si tratta di 125 positivi in più rispetto a ieri. Nel complesso, ha detto Gallera, sono stati effettuati 4.835 tamponi "il 75% è negativo, l'11% positivo, il 14% da processare". L'intenzione della Regione Lombardia è di "mantenere per un'altra settimana" le misure di contenimento del virus "in zona rossa e gialla".

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"Alcuni ospedali sono veramente in grave crisi. Lodi, Cremona, sono sovraccarichi di pazienti", sottolinea Massimo Galli, ordinario di Malattie infettive dell'Università degli Studi di Milano e primario del reparto di Malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano, centro di riferimento regionale per questo tipo di patologie. "L'organizzazione di risposta che poteva essere in campo da Regione Lombardia è ai minimi di tenuta. I letti di rianimazione nei nostri ospedali sono occupati da persone che hanno questa patologia", ha osservato concludendo: "Non è una situazione né facile né rapida".

La Regione Lombardia - ha spiegato l'assessore al Bilancio Davide Caparini - ha fatto "la richiesta di protrarre l'ordinanza" sul coronavirus "di una settimana, e dunque anche della sospensione della scuola di ogni ordine e grado". "Deve essere accolta dal Dpcm che il Consiglio dei Ministri sta esaminando". Al momento, ha aggiunto, che non è arrivata alcuna indicazione dal governo e dunque "non è dato nulla di certo e quindi non siamo in grado di dire alcunché alle famiglie". Le Università della Lombardia intanto prorogano la chiusura fino al prossimo 7 marzo. Sabato la decisioone del governo: ma sembra che si vada verso la proroga della chiusra in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

Il governatore Attilio Fontana questa mattina aveva rivelato: "Purtroppo questa notte è scoppiata un'altra emergenza a Lodi. A Lodi improvvisamente nel pomeriggio di ieri c'è stata un affollamento di ricoveri: 51 ricoveri gravi di cui 17 in terapia intensiva. Lodi non ha un numero sufficiente di camere di terapia intensiva per cui sono stati trasferiti in altre terapie intensive della Regione". All'Aria che tira su La7 il presidente della Regione ha detto: "Se si ridesse meno della mascherina e si guardasse il problema più attentamente credo che sarebbe saggio".

Veneto

Sono 151 i casi di positività ai test in Veneto, secondo l'ultimo aggiornamento diffuso dalla Regione. Di questi, 95 sono asintomatici, 33 sono i ricoverati totali, di cui 9 in terapia intensiva. Il focolaio più grande resta quello di Vò Euganeo, con 70 casi, seguito da Treviso con 23, poi Venezia con 10, Limena con 9, Mirano con 5 e Vicenza con 3.

Umbria

Sono stati confermati dalla Direzione regionale della Sanità i primi due casi di coronavirus in Umbria, non riconducibili a focolai locali ma provenienti da altre regioni. "Uno dei due pazienti - fa sapere la Regione - si è recato in Emilia Romagna, mentre l'altro è venuto in contatto a Roma con un residente del comune di Castiglione D'Adda". I due pazienti, la cui positività al virus è in attesa di conferma da parte dell'Istituto superiore di Sanità, sono in isolamento fiduciario presso le proprie abitazioni.

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I numeri della terapia intensiva in Italia

Ma quanti posti letto abbiamo nel nostro Paese in questi reparti all'avanguardia, capaci di trattare i casi più delicati? L'ultimo dato ufficiale del ministero della Salute risale al 2017, ed è il dato contenuto nell'Annuario statistico del ministero pubblicato alla fine del 2019. Da qui si evince che nel nostro paese sono stati censiti 5.090 posti letto in terapia intensiva. Nell'Annuario, che raccoglie informazioni sulla struttura e attività degli istituti di ricovero pubblici e privati, i posti letto in terapia intensiva sono 8,42 per 100mila abitanti. Quelli pubblici ammontano a 4.694. Di questi 4600 vengono utilizzati per la degenza ordinaria, 80 per il day hospital e 14 per il day surgery. I posti letto in terapia intensiva negli istituti accreditati sono 396 e sono dedicati alla degenza ordinaria.

Regno Unito: primo contagio 'locale' 

Fuori dall'Italia, si segnala il primo contagio locale nel Regno Unito che porta il numero totale degli infetti a 20. A differenza dei 19 precedenti, in cui l'infezione era stata presa all'estero (anche in Italia), questa volta il virus risulta essere stato contratto sull'isola: non è ancora chiaro se da un ceppo interno o da una persona proveniente da oltre confine. Intanto la cifra dei test eseguiti s'è impennata a 8966: 1200 più di ieri.

Giamaica, italiani bloccati sulla crociera

E restano bloccati sulla Costa Luminosa gli italiani a bordo. La Giamaica ha impedito infatti ai passeggeri connazionali di sbarcare. "Questo sebbene non sia presente alcun caso sospetto a bordo", fa saper Costa Crociere.

Usa sconsigliano viaggi in Italia 

Una nuova mazzata per il turismo italiano arriva dagli Usa che sconsigliano i viaggi in Italia. Gli Stati Uniti hanno elevato l'allerta nei confronti dell'Italia al livello 3 al pari di Cina e Corea del Sud. 

La mappa dei contagi nel mondo

(L'articolo prosegue dopo la mappa)