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3 feb 2020

Coronavirus, 4 regioni chiedono l'isolamento per gli alunni di rientro dalla Cina

I governatori di Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e la Provincia di Trento hanno scritto una lettera al Ministero della Sanità

3 feb 2020
Il presidente del Veneto Luca Zaia all'uscita dall'incontro tra il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e i rappresentanti della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, a palazzo Chigi, Roma, 27 marzo 2017. ANSA/ ANGELO CARCONI
Il governatore veneto Luca Zaia
Il presidente del Veneto Luca Zaia all'uscita dall'incontro tra il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e i rappresentanti della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, a palazzo Chigi, Roma, 27 marzo 2017. ANSA/ ANGELO CARCONI
Il governatore veneto Luca Zaia

Roma, 3 febbraio 2020 -  Emergenza coronavirus: il periodo di isolamento previsto per chi ritorna dalla Cina sia applicato anche ai bambini che frequentano le scuole. Lo hanno chiesto i governatori di Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e la Provincia di Trento in una lettera a firma congiunta al Ministero della Sanità chiedendo appunto che anche i bambini di rientro dalla Cina che frequentano le scuole siano sottoposti al regime di isolamento.

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L'intenzione del presidente del Veneto Luca Zaia - che ha annunciato personalmente l'iniziativa presa con il lombardo Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga del Friuli Venezia Giulia e Maurizio Fugatti, presidente della provincia di Trento - è "solo di dare una risposta all'ansia dei tanti genitori visto che la circolare non prevede misure in tal senso". Non ha invece firmato la lettera il presidente della provincia autonoma di Bolzano e presidente di turno della Regione Trentino-Alto Adige, Arno Kompatscher. Secondo Zaia "non c'è nessuna volontà di contrapposizioni politiche, nè tantomeno di ghettizzare".

In precedenza era intervenuta la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina: "Non voglio che si creino allarmismi. Ci siamo mossi immediatamente come governo e voglio tranquillizzare tutti perché la propaganda non ha fatto assolutamente bene. Non ci sono motivazioni al momento per pensare di escludere gli alunni dalla scuola. Nella circolare abbiamo spiegato eventualmente cosa si deve fare e in quali casi. Quindi tranquillità' assoluta, ma anche prevenzione".

A Milano è previsto per fine della settimana il ritorno dalla Cina degli alunni dell'Istituto comprensivo Giusti-D'Assisi, nella Chinatown milanese, partiti con le famiglie per le festività del Capodanno cinese. L'Istituto comprende una scuola elementare e una media per un totale di 800 scolari, un quinto dei quali di origine cinese. I piccoli di rientro dalla Cina, meno di dieci, sono attesi di nuovo in classe fra giovedì e venerdì.

Serracchiani: decidano i medici

Sulla vicenda ainterviene anche Deborah Serracchiani, ex governatrice del Friuli: "Come nel caso dei vaccini, dovrebbero essere i medici e i ricercatori a indicare le misure più opportune e più efficaci per evitare il diffondersi del coronavirus, non i presidenti di Regione - attacca - Altre iniziative che non sono giustificate scientificamente ottengono solo il risultato di aumentare l'allarme e comportamenti irrazionali. I governatori che hanno scritto quella lettera e adesso stanno polemizzando hanno a cuore la lotta politica non quella al virus".

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