Più di duemila nuovi positivi e 26 decessi nelle ultime 24 ore: in Lombardia il contagio da Coronavirus corre, anzi galoppa. In particolare a Milano e hinterland. Un trend che va confermandosi. Nel dettaglio, in Lombardia ieri si sono contati 2.067 nuovi positivi (223 più di mercoledì) e 808 di questi hanno tra i 25 e i 49 anni di età, il 39%. Più della metà dei casi è concentrata nell’area metropolitana di Milano: 1.053, dei quali 515 in città. La percentuale di positivi rispetto ai tamponi (32.507, numero senza precedenti) è del 6,3%. I ricoverati per Coronavirus salgono a 726 in tutta la regione, 81 in più nelle ultime 24 ore. A questi vanno aggiunti i...

Più di duemila nuovi positivi e 26 decessi nelle ultime 24 ore: in Lombardia il contagio da Coronavirus corre, anzi galoppa. In particolare a Milano e hinterland. Un trend che va confermandosi. Nel dettaglio, in Lombardia ieri si sono contati 2.067 nuovi positivi (223 più di mercoledì) e 808 di questi hanno tra i 25 e i 49 anni di età, il 39%. Più della metà dei casi è concentrata nell’area metropolitana di Milano: 1.053, dei quali 515 in città. La percentuale di positivi rispetto ai tamponi (32.507, numero senza precedenti) è del 6,3%. I ricoverati per Coronavirus salgono a 726 in tutta la regione, 81 in più nelle ultime 24 ore. A questi vanno aggiunti i 72 pazienti ricoverati in terapia intensiva, 53 dei quali intubati. Quel che più preoccupa è che l’Rt, l’indicatore della forza del virus, è oltre il 2: ogni positivo contagia due persone.

Fondazione Gimbe, casi Covid raddoppiati e boom di ricoveri in una settimana

Numeri che negli ospedali lombardi hanno fatto scattare il primo dei quattro livelli di allerta previsti dalla Regione. Detto altrimenti: alla gestione dell’emergenza Covid sono attualmente destinati in via esclusiva 150 letti di terapia intensiva, 400 di subintensiva e altri mille nei reparti, per un totale di 1.550. Al 151esimo ricovero in terapia intensiva scatterà la riapertura dei due reparti Covid allestiti durante il lockdown alla Fiera di Milano e in quella di Bergamo. Già ieri i reparti di pronto soccorso degli ospedali Sacco e Fatebenefratelli di Milano hanno deciso, però, di accettare solo positivi al Coronavirus e di dirottare su altri ospedali i pazienti con altre patologie. Una decisione finalizzata a tutelare i malati non Covid con patologie urgenti indifferibili e riorganizzare i reparti. Ieri il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha incontrato il prefetto Renato Saccone e una task force di virologi e medici. Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, ha ribadito il divieto di visite di esterni, parenti dei pazienti compresi, nelle strutture sociosanitarie della Lombardia e ha convocato per oggi i sindaci delle città capoluogo nonché il Cts regionale. All’incontro ci sarà anche Saccone. In vista una stretta ulteriore sui locali pubblici, dai bar ai ristoranti ai luoghi della movida.

Milano, solo malati Covid al Sacco e al Fatebenefratelli

La volontà è di non toccare, per ora, servizi fondamentali come la scuola. "Ad oggi non prevediamo interventi radicali, ma bisogna prendere decisioni in fretta – ha dichiarato Sala dopo l’incontro con il Prefetto –. Ci preoccupa la situazione negli ospedali, attualmente ci sono 72 persone in terapia intensiva, c’è una crescita veloce e bisogna agire in fretta". Necessaria la collaborazione con la Regione: "Ci poniamo l’obiettivo di trovare domani (oggi ndr) un indirizzo – conferma Sala – perché sono gli stessi medici che dicono che bisogna intervenire". A dirlo è, in particolare, Vittorio Demicheli, direttore sanitario dell’Ats di Milano: "Se siamo veloci possiamo ancora fare provvedimenti più restrittivi senza arrivare a bloccare tutto. Ma ciascuno deve rinunciare a qualcosa. Mi auguro siano prese ora decisioni che servano a tutelare Milano. È una metropoli e stiamo vedendo cosa succede in altre metropoli europee".

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