"Il Covid è stata un’emergenza ospedaliera, che – lo dicono i numeri – è finita. Quindi, come accaduto in altri Paesi a noi vicini, lo stato di emergenza dovrebbe cessare. Non capisco perché venga fatto percepire esattamente il contrario". Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova, non le manda certo a dire. Dottore è il solito vizio italiano di piangersi addosso? "Guardi, per me è più un atteggiamento alla Tafazzi. Non faccio il...

"Il Covid è stata un’emergenza ospedaliera, che – lo dicono i numeri – è finita. Quindi, come accaduto in altri Paesi a noi vicini, lo stato di emergenza dovrebbe cessare. Non capisco perché venga fatto percepire esattamente il contrario". Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova, non le manda certo a dire.

Dottore è il solito vizio italiano di piangersi addosso?

"Guardi, per me è più un atteggiamento alla Tafazzi. Non faccio il politico, né l’amministratore, parlo solo da medico, senza polemica. Stiamo dando al mondo e ai concittadini l’idea di essere ancora in pieno dramma, che i sacrifici fatti non sono serviti a niente. Mentre, ribadisco, è vero il contrario. Il governo, le Regioni, la rete sanitaria nazionale in questi mesi hanno lavorato benissimo per far fronte a un virus mai visto prima e che ora è agli sgoccioli. Nessun Paese ha fatto tanti tamponi e aumentato posti letto come in Italia. Abbiamo messo fieno in cascina e siamo pronti ad affrontare il futuro".

Cosa fanno intravedere i bollettini quotidiani?

"I dati vanno interpretati correttamente. A marzo su 100 positivi, 80 stavano male e molti di loro dovevano essere ospedalizzati. Oggi la maggior parte sono contagi di ritorno, di pazienti che tornano dall’estero, quasi più nessuno finisce in ospedale e tanti infetti non manifestano sintomi. Le sembra la stessa cosa?".

C’è però chi paventa un’impennata dei contagi da settembre in poi.

"Intanto, lo insegna la virologia, un eventuale incremento potrebbe verificarsi a partire da novembre, il periodo dell’anno in cui cominciano a circolare i virus influenzali e parainfluenzali. Dovremo essere bravi a spegnere l’incendio sul nascere ma, ripeto, ci sono tutte le premesse per farlo. Questo virus è un nemico che possiamo affrontare insieme senza più allarmismi".

Le misure di controllo devono essere ancora rispettate?

"Assolutamente sì. Ciò che ho detto non deve autorizzare ad abbassare la guardia. La misura più importante resta il distanziamento sociale, i dispositivi di protezione, come guanti e mascherine, vanno usati con appropriatezza e buon senso, pena l’inutilità. Ad esempio, spesso mi capita di vedere persone indossare le mascherine con il naso scoperto: così non servono a niente. E in certi casi espongono inutilmente a rischi: stamani osservavo un signore di una certa età camminare da solo per strada indossando la mascherina. C’erano 30 gradi ed era paonazzo...".