Una foto tratta dal profilo Instagram del 'Castello La Sonrisa'
Una foto tratta dal profilo Instagram del 'Castello La Sonrisa'

Roma, 12 agosto 2020 - Il focolaio di Coronavirus che ha portato alla disposizione di una 'mini' zona rossa a Sant'Antonio Abate, in provincia di Napoli, sarebbe partito dal Grand hotel La Sonrisa. La struttura, chiamata 'Castello La Sonrisa', è celebre per essere il set del noto programma tv 'II boss delle cerimonie'. La notizia viene lanciata dall'Ansa che cita fonti interne all'albergo. Alcuni addetti del personale avrebbero confermato che sono una ventina i casi finora emersi (27 in totale quelli riconducibili al cluster). Il primo positivo sarebbe stato riscontrato tra i titolari: da lì i tamponi per familiari, dipendenti e ospiti dell'hotel, con gli screening tuttora in corso. Una volta terminati e avvenuta la procedura di sanificazione, la struttura potrebbe riaprire. Potrebbe succedere già il 25 agosto, data in cui in cui terminerebbe lo stop previsto dall'ordinanza regionale. L'altra struttura ricettiva collegata al focolaio, anch'essa ora temporaneamente chiusa, è l'hotel 'Villa Palmentiello'.

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La mini zona rossa

Fino al 25 agosto a Sant'Antonio Abate sono chiusi cimiteri, parchi, chiese, palestre, centri sportivi e biblioteche. Stop al mercato comunale e alle attività dei centri estivi. È inoltre obbligatorio l'utilizzo della mascherine anche in tutte le aree all'aperto del perimetro comunale. Sono le disposizioni firmate dalla sindaca Ilaria Abagnale dopo la scoperta del focolaio. La mini zona rossa di via Croce Gragnano, intanto, è interamente chiusa al transito ed è stato posizionato un ambulatorio mobile per sottoporre ad analisi medica tutti gli attuali positivi residenti. "Invitiamo i restanti residenti a non allontanarsi per alcun motivo dalla zona rossa per recarsi da medici o in ospedali per sottoporsi all'analisi del tampone", ha dichiarato la sindaca. I soggetti risultati positivi sono in isolamento domiciliare e nelle ultime ore un'unità mobile dell'Asl li sta sottoponendo a visite mediche.

La famiglia Polese

Il focolaio sembra al momento circoscritto, quasi interamente, alla famiglia Polese. Il patron della Sonrisa, don Antonio Polese, scomparso nel 2016, era diventato un personaggio noto a livello nazionale grazie al programma tv che si girava nel suo albergo. La sindaca Ilaria Abagnale spiega che l'espisodio è "diventato di dominio pubblico proprio per il timore comune che abbia potuto coinvolgere non solo i componenti della famiglia, ma anche tutti coloro che nelle ultime settimane hanno frequentato l'attività". Il primo cittadino ha riferito come "i casi positivi siano attualmente 20, di cui 18 appartenenti alla famiglia Polese". Al momento "nessun dipendente della struttura è stato contagiato, per cui si sono dimezzate se non azzerate le possibilità che il focolaio all'interno della struttura possa essersi esteso ai commensali delle cerimonie che si sono tenute nelle ultime settimane".

La mappa