Coronavirus e fake news: un’immagine del film ’Virus Letale’
Coronavirus e fake news: un’immagine del film ’Virus Letale’

Roma, 27 marzo 2020 - Il Covid19 "costruito in laboratorio"(ci crede pure Salvini). La "cura" miracolosa del Coronavirus che sta in un farmaco giapponese o in placebo distribuito "dai russi solo ai russi". 
Il Covid19 arma batteriologica dei russi, anzi no: dei cinesi. La pandemia globale scatenata dagli Usa contro la Cina, per minarne il Celeste Impero, o anche – chi può dirlo? – il suo contrario: i cinesi cattivi e comunisti che iniettano il virus nel mondo intero per asservirlo ai loro biechi scopi. Lo ha detto persino il presidente Trump, quindi sarà vero! Tempo di Coronavirus e, dunque, anche tempo di fake news.

Non che, prima, le cose andassero diversamente, sui social. Di fake news, si sa, è piena zeppa la Rete, ormai da tempo. Figurarsi ora che siamo in piena emergenza da Coronavirus. Al rischio sanitario si unisce pericolosamente il rischio sociale e di fiducia alimentato da vere e proprie pandemie informative che infettano uno dei più importanti fattori della sua gestione della crisi: la corretta informazione. 

Quell’informazione che solo i giornali di carta stampata, i siti internet qualificati e l’informazione radiotelevisiva – i soli che rispettano i precisi obblighi e parametri delle carte di deontologia – fanno ogni giorno, con grande attenzione alle fonti vere o presunte. Proprio ieri, sul tema è intervenuto con un tweet il sottosegretario all’Editoria del governo, Andrea Martella (Pd), ricordando che "In questa sfida durissima contro il Coronavirus è in atto un’aspra battaglia parallela contro le fake news è molto grave l’assenza di collaborazione di quella politica che non attende un secondo per gettare benzina sul fuoco e alimentare tesi complottiste". Il riferimento polemico di Martella è verso il leader della Lega, Matteo Salvini, che ha rilanciato l’ultima delle bufale che, in questi giorni, impazza e a cui sono andati dietro decisamente in troppi.

"L’ultima scemenza – la definisce il virologo di fama mondiale, Roberto Burioni – è la derivazione del coronavirus da un esperimento di laboratorio. Tranquilli, il Covid19 è naturale al 100%, purtroppo. Il virus non è stato fatto in laboratori". Lo dicono tutti gli studiosi, ma la bufala continua a diffondersi solo perché un servizio, datato 2015, del ‘Tg Leonardo’ (Rai3) parlava di un virus "costruito in laboratorio". Peraltro, non era neppure il Sars-cov-2 (fonte: il pipistrello) ma altre tipologie (fonte: i topi). Eppure, della bufala Salvini ha fatto oggetto il premier di una interrogazione urgente (sic). E se Vito Crimi (M5s) si scaglia contro "le irresponsabili fake news della Lega", Matteo Renzi (Iv) chiede, nell’intervento al Senato, una commissione d’inchiesta sulle bufale della pandemia.