Coronavirus, l'analisi di Paolo Zanzottera
Coronavirus, l'analisi di Paolo Zanzottera

Roma, 24 marzo 2020 – Informazioni su come interpretare i dati sul Coronavirus. Troviamo questo nel video (ricco di analisi e commenti) del data scientist Paolo Zanzottera, che mostra cosa sta succedendo in Italia (e nel mondo) e in che fase siamo del contagio da Covid-19.

Dopo una premessa su fonti e sul percorso “statistico” della malattia, l’esperto introduce il grafico dei contagi totali e quello dei contagi giornalieri in Italia e fa notare che l’espansione dei casi che si è avuta fino al 18 marzo in questi ultimi giorni sta iniziando a frenare. "La speranza – commenta Zanzottera – è che si confermi questa tendenza ma non possiamo ancora cantare vittoria".

L’esperto prosegue spiegando che quando analizziamo i dati sul fenomeno dobbiamo tenere conto di tre deviazioni. 1) La deviazione temporale. Solo dal momento in cui una persona risulta positiva al tampone viene considerata positiva, e non da quando ha avuto i primi sintomi. "Perciò – continua l’esperto – siamo in ritardo nel conteggio statistico dei contagi”. Servono “11 giorni – spiega ancora Zanzottera – perché si possano vedere gli effetti delle misure" che sono state prese. 2) La deviazione del tampone. "Il numero dei tamponi effettuati – prosegue - aumenta il numero dei contagiati e il numero dei tamponi diminuisce il tasso di mortalità perché troviamo persone in condizioni meno gravi che risultano positive al tampone". 3) La deviazione temporale della mortalità. “La curva dei decessi – dimostra l’esperto – è in ritardo rispetto a quella dei nuovi contagi giornalieri". Perciò "quando vogliamo analizzare la curva dei contagi giornalieri e quella dei decessi giornalieri non dobbiamo farlo usando la stessa scala temporale, ma dobbiamo prendere i contagi giornalieri in Italia e spostarli indietro nel tempo rispetto ai dati sui decessi".

Zanzottera spiega che esiste una forte correlazione tra nuovi contagi e tasso di mortalità e che quando un sistema sanitario viene stressato da forti incrementi di contagi "il sistema sanitario collassa e il tasso di mortalità aumenta in modo drammatico". Per questi motivi "dobbiamo restare a casa. Dobbiamo farlo affinché il virus smetta di riprodursi e circolare in noi, ma dobbiamo farlo tutti, tutti, tutti", conclude l’esperto.