Giuseppe Conte (Ansa)
Giuseppe Conte (Ansa)

Roma, 3 aprile 2020 - Contro il Coronavirus continuiamo a lavorare insieme con correttezza, questo l'invito del premier Giuseppe Conte alle Regioni in apertura della videoconferenza a Palazzo Chigi. "Scontri che non ci sono e non devono esserci", ha detto il primo ministro, aggiungendo che bisogna continuare a collaborare "con correttezza".

Conte, rivolgendosi ai presidenti di Regione collegati: "Sono perfettamente consapevole delle quotidiane pressioni a cui siete sottoposti nel compiere le scelte di gestione e organizzazione sanitaria regionale che rientrano nell'ambito della vostra competenza. Sapete che in me troverete sempre, come lo è stato fino ad oggi, un punto di riferimento importante".

Il presidente del Consiglio avrebbe ribadito la disponibilità alla massima collaborazione con gli enti locali, difendendo al contempo l'operato del suo governo: "Ognuno di noi, ministri, governatori, a tutti i livelli istituzionali, sta dando il massimo con un obiettivo comune che è quello di salvare più vite possibili e mettere in sicurezza il nostro Paese. Questo ci unisce e dovrà continuare a unirci. Questo deve contare più di ogni incomprensione, ora e in futuro".

Infine ha concluso: "Per questo mi aspetto che la stessa correttezza istituzionale sia mantenuta nelle comunicazioni pubbliche, sui media, senza alimentare, anche inconsapevolmente, notizie pretestuose o scontri che non ci sono e non devono esserci". 

Dal tavolo tra premier e Regioni emerge che le ordinanze locali sulle misure anti-contagio potranno essere prorogate fino al 13 aprile, ma non potranno riguardare le attività produttive, sulle quali valgono a livello nazionale le direttive del governo. 

Ok a tamponi rapidi

Intanto arrriva il via libera del ministero della Salute ai test molecolari veloci, i cosidetti tamponi rapidi. I nuovi test si basano sulla rilevazione dei geni virali nelle secrezioni respiratorie, permettendo di ottenere risultati in tempi brevi. L'ok ai tamponi veloci è stabilito da una nuova circolare in cui si indicano anche i criteri di priorità per l'esecuzione, dando precedenza ai pazienti ospedalizzati, agli operatori sanitari esposti a maggior rischio, ai soggetti fragili e soggetti con infezione respiratoria ricoverati nelle Rsa.

Più test a operatori sanitari

Più attenzione quindi agli operatori sanitari esposti a maggior rischio, comprendendo anche il personale dei servizi di soccorso ed emergenza, il personale ausiliario e i tecnici verificatori, "per tutelare gli operatori sanitari e ridurre il rischio di trasmissione in ospedale". La circolare include anche gli operatori dei servizi pubblici essenziali sintomatici, anche affetti da lieve sintomatologia per decidere l'eventuale sospensione dal lavoro; operatori, anche asintomatici, delle RSA e altre strutture residenziali per anziani. Infine precedenza alle persone a rischio, come persone anziane con malattie polmonari, tumori, malattie cerebrovascolari, insufficienza cardiaca, patologie renali. 

Tampone a chi ha infezioni respiratorie

Importante novità sui test diagnostici prevista nella circolare del ministero della Salute per le aree in cui vi è ancora una limitata trasmissione di SarsCov2: "Se si dispone di risorse sufficienti", vanno effettuati "test diagnostici in tutti i pazienti con infezione respiratoria".  I test comunque vanno effettuati su prescrizione medica od ospedaliera.