Il borgo di Otricoli (Terni)
Il borgo di Otricoli (Terni)

Otricoli (Terni), 22 aprile 2020 - “Mia figlia fa il medico, lavora nell’ospedale di Padova. Fin dall’inizio si è raccomandata: babbo è una cosa seria, non ci dormire su. Allora mi sono mosso subito con le ordinanze e i divieti. Le persone hanno seguito le regole ma abbiamo avuto anche fortuna. E poi qui il distanziamento sociale è nei fatti”. Antonio Liberati, veterinario, è il sindaco di Otricoli, piccolo centro umbro nella provincia di Terni. Conta 1.800 abitanti e zero contagi da Coronavirus. In una rete di oasi fortunate che tocca soprattutto il centro-sud, passando per lo splendido Chianti e le isole, da Ponza e Ventotene alle Tremiti. Una mappa della speranza che racconta l’Italia di provincia, guardata fino ad oggi con sufficienza ma diventata un nuovo modello di vita allo scoppiare dell’epidemia. Perché ha saputo tenere fuori dalla porta anche il virus che ha sconvolto il mondo. Eppure le insidie sono tante, zone rosse ai confini e popolazione anziana. Ma anche così, è accaduto il miracolo. Nessun infetto "e abbiamo fatto 60 tamponi, quindi siamo sopra la media nazionale".

Il caso Umbria

In Umbria – fonte Protezione Civile e aziende sanitarie – ieri i comuni non contagiati erano il 30%, 28 su 92. Racconta il sindaco di Otricoli: “Qui con le ordinanze ci siamo mossi prima di Roma. Abbiamo una chat di comunità con oltre 700 contatti telefonici, praticamente uno a famiglia. Mando messaggi quotidiani, dico quello che si può e non si può fare, quello che consiglio e quello che sconsiglio, interpretando le direttive di Roma. L’11 aprile, dopo aver letto il decreto del governo, ho detto a tutti i cittadini che potevano tranquillamente lavorare negli orti e nei giardini. Ora ho visto che l’ha chiarito anche il ministro Bellanova. Riaprirò i cimiteri perché i cittadini si sono comportati in modo corretto. Ho appena riaperto le fontanelle d’acqua. Non è solo un modo per risparmiare, è anche un sistema per far muovere le persone”. Disciplinma e fortuna ma anche conoscenza diretta delle persone e attenzione senza cedimenti. “Nel giorno di chiusura delle scuole - racconta Liberati - ho fatto il giro di tutti i locali pubblici, raccomandando alla gente di stare a casa. I ragazzi se ne andavano in giro a gruppi? Allora mi arrabbiavo con i genitori, telefonavo e spiegavo: non devi fare uscire tuo figlio, che le chiudo a fa’ le scuole? All’inizio più di qualche artigiano se l’è presa, adesso mi ringraziano”.

Anche Leonardo Fazio, pensionato dell’Aeronautica e sindaco di un comune vicino, Attigliano, "2mila abitanti con un 20% di extracomunitari", è nella rete no Covid. All’inizio ha chiuso subito i contatti con il confinante Giove, "dove c’erano 30 positivi e altrettanti in quarantena. Abbiamo fatto per tempo le ordinanze con l’obbligo di usare mascherine e guanti quando si va a fare la spesa, consegnando le protezioni ai negozianti. Abbiamo avuto solo due persone in quarantena, una precauzione per i contatti avuti. Come si è ottenuto il risultato? Cittadini disciplinati, ordinanze restrittive e sicuramente un po’ di fortuna".
A un’ora di strada da qui, zero casi di infezione anche a Polino, comune umbro che conta 213 residenti. Spiega il sindaco Remigio Venanzi: "L’età media è molto alta, 100 persone hanno più di 70 anni. Per questo fin dall’inizio abbiamo dettato le regole del distanziamento. Vietato giocare a carte al circolo anziani. Ho parlato con il presidente e con i frequentatori, si sono convinti. E siamo stati tra i primi a vietare la sosta delle persone nei luoghi pubblici, da noi la piazza è un po’ il punto di ritrovo per tutti". Eppure c’è stato spazio anche per la solidarietà, "abbiamo accolto un senzatetto di Terni, un 80enne che viveva in auto perché l’avevano sfrattato da una casa popolare. Siamo stati criticati, ci è stato detto che non era il momento. Ma siamo andati avanti, con l’aiuto dlela parrocchia. Oggi quella persona vive in modo dignitoso, in un appartamento della chiesa, assistito anche da noi".

Modello borghi

“Riscopriamo i borghi”, è l’invito di Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell’Anci. In veerità è prima di tutto un'analisi. Perché  “quasi 6.000 comuni su 8.000 sono sotto i 5.000 abitanti. Dopo questa esperienza dovremmo avere imparato a vivere in modo più rilassato, a riscoprire gli abbracci e le strette di mano, gesti fatti spesso con superficialità, nella vita di prima”. Convintissimo di questo modello ad alta vivibilità Michele Pescini, sindaco di Gaiole in Chianti, uno dei luoghi più belli del mondo, non a caso il borgo amato dai vip (e dagli americani). “Non è che siamo stati bravi a gestire, abbiamo fatto quello che potevamo - riconosce -. Se non abbiamo avuto contagi finora è soprattutto per lo stile di vita, i nostri 129 chilometri quadrati sono abitati da 2.700 persone con 29 centri, il distanziamento sociale da queste parti risale alla notte dei tempi”. Per questo il sindaco con altri colleghi ha scritto una lettera al premier, “diciamo a Conte e Colao di usarci, per immaginare un’Italia migliore. Abbiamo la fortuna di aver rispettato l’ambiente al punto che ci ha premiato e anche il virus è rimasto lontano. Quando andava di moda asfaltare le strade, abbiamo fatto il manifesto per lasciarle bianche, perché sono un tratto che ci caratterizza”. Nel borgo dell’Eroica, la gara di cicloturismo più famosa al mondo, sono attivi 7 circoli e oltre 20 associazioni di volontariato. “Noi siamo pronti a riaprire”, guarda avanti il sindaco.

Le isole

Anche nella regione di Decaro, la Puglia, ci sono centri mai toccati dal virus. Come i piccoli comuni dell’Appennino, lontani dalle grandi vie di comunicazione. Indenni anche le isole Tremiti (Foggia). "Siamo stati tutti molto disciplinati, oggi qui vivono 150-200 persone. Siamo rimasti in casa e per uscire abbiamo messo le mascherine. Poi ci ha aiutato anche la mano del Signore": così Rita Campanozzi, che gestisce con la figlia Cecilia l’unico minimarket sull’isola. E sono state risparmiate dall’epidemia anche Ponza e Ventotene (Latina). Località turistiche che in queste ore si stanno blindando nel timore di un assalto alle seconde case per i ponti del 2 aprile e del 1° maggio. Francesco Ferraiuolo, sindaco di Ponza e preside in pensione, manda un messaggio chiaro: "Aspettate, non è ancora il momento di venire in vacanza". Intanto schiera i controlli di polizia al porto di Formia, e prevede verifiche con il termoscanner, per misurare la temperatura dei passeggeri all’imbarco. Prova a spiegarsi il primato di zero contagi e la vede così: "Noi siamo isolati, il mare ci fa da barriera. Gli abitanti sono 3.370 ma i residenti veri poco più di 2.000 perché d’inverno in tanti vivono sul continente".

Il paese di Burioni

Al nord, se è caduto Ferrera Erbognone (Pavia), fino a poco fa a zero contagi e caso da studiare, resiste invece Casteldelci nel Riminese, paese d’origine della famiglia di Roberto Burioni, il virologo. Il sindaco Fabiano Tonielli fa gli scongiuri, “per ora è così, nessun caso di Coronavirus. Anche se attorno abbiamo focolai importanti come Badia Tedalda. Ma la mia comunità ha subito recepito le misure restrittive, abbiamo cercato di anticipare un po’. I cittadini già da marzo vanno nei negozi solo con la mascherina. Siamo in meno di 400 come residenti ma un mese fa sono arrivate anche molte famiglie delle seconde case. In autoisolamento, con molta disciplina”.