Fidanzati con mascherina (Ansa)
Fidanzati con mascherina (Ansa)

Roma, 28 aprile 2020 - Vedi alla voce congiunti. E sollevi un vespaio. Nel Dpcm di domenica il governo ha aperto (o meglio, socchiuso) alla possibilità di tornare a vedere i ’congiunti’, consentendo di incontrare fratelli, sorelle, genitori, nonni, zii e cugini ma escludendo fidanzati, unioni non giuridicamente riconosciute e amici fraterni. La definizione ’congiunti’ non esiste nel codice civile ed è scivolosa. A molti è parsa una scelta senza senso e domenica sera e ieri il web – come poi parlamentari di maggioranza e opposizione e associazioni dei diritti civili – è insorto sull’anacronismo del poter rivedere il vecchio zio o la cugina ma non la persona che ami, fidanzata o compagno, ma alla quale non sei unita/o in matrimonio.

E Palazzo Chigi ha così dovuto fare marcia indietro, prima con una interpretazione autentica ("con il termine congiunto si intendono i parenti, affini, coniugi, conviventi, fidanzati stabili, affetti stabili") e poi per bocca dello stesso Giuseppe Conte, che arrivando in prefettura a Milano ha spiegato: "Congiunti – ha detto il premier – è una formula ampia, generica, ora la preciseremo. Non significa che si potrà andare in casa altrui a trovare amici, a fare feste. Si potrà andare da parenti e persone con cui si hanno stabili relazioni affettive ma non è ’incontriamoci e facciamo feste’ perché, lo ricordo, un quarto dei contagi avviene nelle abitazioni private". "I congiunti sono anche i fidanzati", ribadisce il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico d’Incà (M5s).

Ma chi decide e con che criterio quando un affetto è stabile? Quali prove deve presentare il cittadino che viene fermato ad un posto di blocco? Autocertificazioni, fotografie, video? E poi chi controlla e come? La stretta aveva subito provocato un’alzata di scudi: "La limitazione ai congiunti è discriminatoria ed illegittima, perchè nasconde una concezione del familismo assurda e fuori della realtà sociale attuale" osserva l’ex presidente della Corte Costituzionale, Antonio Baldassarre. Molte erano state le voci contrarie nei partiti. "Conte ci faccia capire la ratio – avevano accusato i leghisti Paolo Tiramani e Alessandro Giglio Vigna – secondo la quale è possibile, giustamente, far visita ai parenti all’interno della propria regione ma non alla propria fidanzata o fidanzato". "È inaccettabile il riferimento ai ‘congiunti’, rivendichiamo con forza una definizione di famiglia plurale e sociale: il governo rettifichi o rischia la disobbedienza" avvertiva Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay.

E a non essere d’accordo c’erano anche autorevoli voci della maggioranza. "Sarebbe un bel segnale – commentava il capogruppo del Pd al Senato, Andrea Marcucci – se dal 4 maggio le persone, con tutto il rispetto delle norme, potessero incontrare anche amici e fidanzati e non solo i propri congiunti". "Nel 2020 è davvero anacronistico far riferimento solo ai congiunti" protestava Michele Bordo, vicecapogruppo Pd a Montecitorio. Anche la precisazione di Conte non calma del tutto le acque. "Parlare di visite consentite a ‘fidanzati stabili e affetti stabili’, invece di chiarire l’infelice uscita sui ‘congiunti’ – attacca la deputata di Italia Viva Maria Chiara Gadda – se possibile la aggrava e crea ancora più confusione. È una toppa peggiore del buco". "I fidanzati – chiosa a sera il coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia Guido Crosetto – sono congiunti... ma solo se la loro relazione è stabile. Non vorrei essere nel carabiniere che deve verificarlo!".

 

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