Coronavirus, governo: regole da seguire (Ansa)
Coronavirus, governo: regole da seguire (Ansa)

Bologna, 25 febbraio 2020 - In Italia i contagi da coronavirus superano i 230. I casi sono 172 in Lombardia, 33 in Veneto, 18 in Emilia Romagna (tutti collegati col focolaio lombardo), 4 in Piemonte, 3 nel Lazio e uno in Alto Adige. Una persona è guarita. Ecco alcune informazioni, in forma di domande e risposte, sul Covid-19:

Covid-19 come l’influenza?

I numeri per gli specialisti parlano chiaro. "Se dovessi azzardare un paragone a mente fredda tra l’epidemia di un qualsiasi virus influenzale che circola in Italia, con milioni di casi che abbiamo avuto dallo scorso mese di dicembre fino a oggi, e il nuovo Coronavirus, direi che per quest’ultimo stiamo registrando numeri limitati, con sporadici casi di trasmissione interumana al di fuori della Cina", dichiara Matteo Bassetti, professore ordinario di malattie infettive a Genova e presidente della Società italiana di terapia antinfettiva (Sita). 
Il professore nella sua analisi aggiunge: "Stessa considerazione riguarda l’impatto delle polmoniti che curiamo nei nostri ospedali. È opportuno ricordare che la polmonite batterica, prima causa di morte per malattie infettive nei Paesi occidentali, provoca ogni anno 11.000 decessi soltanto in Italia, e che nel nostro Paese ogni anno circa cinquenila persone muoiono a causa di complicanze respiratorie dovute al virus dell’influenza".

È possibile prendere il virus in forma lieve?

Fonti dell’Istituto superiore di sanità confermano l’esistenza di casi, detti asintomatici, che sia pure malati, non presentano sintomi apparenti. Esiste peraltro anche un periodo di latenza chiamato incubazione. In questi casi la malattia infettiva è già presente, ma senza dare segni.
Alcune malattie possono rimanere asintomatiche a lungo o per sempre. La presenza di soggetti asintomatici affetti da Coronavirus sembra possibile anche nel caso del Sars-Cov-2. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, le persone sintomatiche, cioè con manifestazioni evidenti, sono attualmente il veicolo più frequente di diffusione del virus (dati Oms). 

Il Coronavirus si può curare in casa?

La risposta è sì, anche in Italia abbiamo malati con diagnosi di Coronavirus curati a domicilio, naturalmente tenuti in condizioni di isolamento. La condotta da tenere nella presa in carico dei malati con diagnosi di Coronavirus è codificata, e richiede ospedalizzazione solo nei casi gravi. 
Ad oggi mancano terapie specifiche approvate per il Covid-19, ma possono essere impiegate, in clinica, molecole e antivirali già in commercio, somministrabili sulla base dell’esperienza maturata per altre malattie quali Sars e Mers.

Ci sono contagiati già guariti?

Si guarisce completamente da Coronavirus grazie alle difese naturali dell’organismo che portano allo sviluppo di anticorpi. Questo processo permette di mantenere un buon grado di immunità, cioè di protezione, nel tempo. In Italia di persone guarite da Coronavirus al momento c’è una sola, il ricercatore che è stato dimesso dallo Spallanzani di Roma dopo due settimane di terapia. Le dimissioni sono state firmate in quanto non c’è più traccia del virus nel sangue di questo paziente. Questo Coronavirus ha fatto un primo passaggio dall’animale all’uomo, in Cina, è venuto in Italia attraverso i viaggi e ora è diventato per così dire autoctono.

Mortalità solo per anziani e malati?

Al momento i rari esiti infausti per Coronavirus hanno avuto come vittime persone anziane o debilitate. 
"Il nuovo Coronavirus Covid-19 costituisce un problema sanitario globale, ma non può essere considerato una pandemia – ha commentato ancora il professor Matteo Bassetti – e gli oltre duecento casi di positività rilevati in Italia non costituiscono per definizione un’epidemia. Ad oggi l’80 per cento dei casi risulta infatti confinato alla provincia cinese di Hubei; 8 casi su dieci sono lievi con sintomatologia simile al virus dell’influenza e da febbraio in Cina si sta registrando una costante diminuzione dei casi per quanto riguarda le persone colpite da Coronavirus". 
"Un dato molto importante - continua il professore - è il tasso di letalità, che in Cina è del 2,5% ma fuori dalla Cina scende allo 0,4-0,8%, perché gli altri Paesi come l’Italia sono arrivati preparati e hanno messo in atto tutte le misure del caso per contrastare nel modo più efficace possibile il nuovo virus".