Coronavirus cinese, ci si protegge anche in Thailandia (Ansa)
Coronavirus cinese, ci si protegge anche in Thailandia (Ansa)

Roma, 21 gennaio 2020 - Il nome tecnico è 'Coronavirus' e sta richiamando in queste ore l'attenzione di tutto il mondo. Il virus misterioso è partito dalla Cina: I contagiati si moltiplicano, uscendo anche dal territorio cinese, l'Oms è in allarme (ha convocato in tutta fretta il comitato di emergenza), le ambasciate raccomandano d'informarsi sul sito del Who (World Health Organization) e gli aeroporti adottano stringenti protocolli di controllo.

Cos'è il Coronavirus

In sostanza è un 'parente stretto' di quello della Sars. I coronavirus - si legge sul sito del ministero della Salute - sono una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la sindrome respiratoria mediorientale (Mers) e la sindrome respiratoria acuta grave (Sars)". E questo misterioso virus cinese  (CoV) è "un nuovo ceppo di coronavirus che non è stato precedentemente mai identificato nell'uomo.

Il problema è che i coronavirus possono trasmettersi dagli animali all'uomo:  è successo in Cina nel 2002 (Il Sars-CoV si è trasmesso dagli zibetti agli uomini) e in Arabia Saudita nel 2012 (Il Mers-CoV è passato  dai dromedari agli uomini). Numerosi coronavirus noti circolano in animali che non hanno ancora infettato esseri umani.

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I sintomi di un coronavirus

Dipende dal virus, ma i sintomi più comuni includono febbre, tosse, difficoltà respiratorie. Nei casi più gravi, l'infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte.

Contagio da uomo a uomo

Alcuni coronavirus (come pare questo nuovo virus cinese) possono essere trasmessi da persona a persona, di solito dopo un contatto stretto con un paziente infetto, ad esempio tra familiari o in ambiente sanitario.

Vaccini, cure, prevenzione

Essendo una malattia nuova, ancora non esiste un vaccino. Possono essere necessari anche anni per sviluppare un nuovo vaccino. E neppure esiste un trattamento specifico per la malattia: la cura deve essere basata sui sintomi del paziente.

Utili alcuni consigli: mantenere l'igiene delle mani (lavare spesso le mani con acqua e sapone o con soluzioni alcoliche) e delle vie respiratorie (starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso, utilizzare una mascherina e gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso immediatamente dopo l'uso e lavare le mani). Come pratica alimentare sicura si consiglia di evitare carne cruda o poco cotta, frutta o verdura non lavate e le bevande non imbottigliate.

Naturalmente occorre evitare il contatto ravvicinato, quando possibile, con chiunque mostri sintomi di malattie respiratorie come tosse e starnuti.

Il virologo Pregliasco: epidemia presa per tempo

Il noto virologo Fabrizio Pregliasco è cautamente ottimista sul fenomeno: "E' chiaro che i cinesi dicono abbastanza poco sul nuovo coronavirus - dichiara - ma penso che la situazione vada vista anche in positivo: sono riusciti a individuare una 'fogliolina' in un mare sconfinato. Questi circa 200 casi di polmonite, che magari saranno anche molti di più e potrebbero sbarcare anche in Italia, sono però una piccola epidemia, che è stata individuata per tempo e che è ora, per questo, contenibile". 

 

I consigli per chi è in viaggio

Il ministero della Salute, sul suo portale, scrive: "Per quanto riguarda il nuovo coronavirus identificato in Cina, si raccomanda di posticipare i viaggi non necessari". Se non si può evitare di andare in Cina (soprattutto a Wuhan), consiglia il ministero, "si raccomanda di vaccinarsi contro l'influenza stagionale almeno due settimane prima del viaggio".

Inoltre gli esperti raccomandano "di evitare di visitare i mercati di prodotti alimentari freschi di origine animale e di animali vivi, evitare il contatto con persone che hanno sintomi respiratori. Qualora una persona sviluppi sintomi respiratori (tosse, mal di gola, difficoltà respiratorie) mentre si trova a Wuhan, dovrebbe rivolgersi immediatamente a un medico. Qualora una persona di ritorno da un viaggio a Wuhan sviluppi sintomi respiratori nei 14 giorni successivi al rientro, dovrebbe immediatamente rivolgersi ad un medico e informarlo del viaggio". 

Per chi è tornato di recente da un viaggio in quelle aree, se nelle due settimane successive "si dovessero presentare sintomi respiratori (febbre, tosse, mal di gola, difficoltà respiratorie) - avverte il ministero - a scopo precauzionale contattate il vostro medico di fiducia, riferendo del vostro recente viaggio".