Bolzano, 8 maggio 2020 - Nel generico pressing delle Regioni per riaprire maggiormente la fase 2 dell'emergenza Coronavirus si distingue l'Alto Adige, che accelera per dare il via libera ad alcuni esercizi commerciali non contemplAti nell'ok di Conte. Domani potranno perciò aprire i negozi, mentre lunedì tocca a parrucchieri, bar, ristoranti e musei.

Secca la replica del ministro per gli Affari regionali e le autonomie Francesco Boccia, che si mette di traverso e impugna la legge, pur garantendo l'autonomia delle decisioni.  "Nessuno strappo con Roma - ribatte il governatore Kompatscher - loro erano informati anche perché abbiamo inviato il testo delle legge con la richiesta di eventuali suggerimenti. La nostra è una ripresa in sicurezza che coinvolge tutti i cittadini per una responsabilità comune".
L'Alto Adige inoltre chiede a Roma di agire in Europa per "riaprire i confini" perché "stando al livello di contagio non ha più senso" tenerli chiusi.

Nella notte l'ok alla legge altoatesina

LA SCHEDA / Cosa riapre (e quando) in Alto Adige

In seduta notturna il Consiglio provinciale di Bolzano ha approvato - con 28 sì, un no e sei astensioni - la legge. "La Provincia di Bolzano intende affrontare questa Fase 2 all'insegna dell'applicazione della nostra autonomia", ha specificato il governatore Arno Kompatscher. Valgono invece le normative nazionali per gli spostamenti verso il resto del Paese, le lezioni scolastiche e universitarie e le manifestazioni sportive. 

E dunque - seguendo ovviamente dettagliati protocolli di sicurezza - dal 18 maggio possono essere di nuovo offerti i servizi per l'infanzia, mentre il 25 maggio è la data fissata per la riapertura delle strutture ricettive presenti sul territorio provinciale. Le misure della legge riguardano ambiti in cui la Provincia ha la competenza in virtù dello Statuto di autonomia, mentre per quanto riguarda gli spostamenti verso il resto del Paese, le lezioni scolastiche e universitarie, le manifestazioni sportive, valgono le normative nazionali. Con quattro articoli e in circa 50 pagine, la legge fissa modi e tempi della ripartenza.

Boccia impugna la legge

A stretto giro interviene il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia: "Prendo atto che la Provincia Autonoma di Bolzano ha inserito nella sua legge che si adeguerà alle linee guida nazionali ed è un segnale di grande responsabilità - premette -Tuttavia, poiché ha deciso di aprire ugualmente alcune attività commerciali pur in assenza delle linee guida sul lavoro, il governo non può fare altro che impugnare il provvedimento, limitatamente alle parti in contrasto con le regole sulla sicurezza sul lavoro". In riferimento alla legge altoatesina il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Boccia ribadisce che "è evidente che il governo approva l'idea del riavvio graduale delle attività economiche, ma ritiene che l'autonomia, sempre rigorosamente rispettata, debba esercitarsi sempre nell'ambito del rispetto dei valori universali garantiti dalla Costituzione, primo fra tutti quello alla salute".

Quanto alla situazion nazionale, Boccia annuncia: "Resta confermato l'orientamento a procedere dal 18 maggio ad aperture differenziate per Regioni sulla base delle valutazioni che perverranno dal ministero della Salute. Ricordo, tra l'altro, che in Italia vige lo stato di emergenza nazionale proclamato dal governo. Ho appena dato incarico agli uffici di procedere con la trasmissione degli atti al Cdm". 

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Speranza: "Serve responsabilità"

Il ministro della Salute, Roberto Speranza: "Dobbiamo gestire con grande attenzione e gradualità la fase delle riaperture. Nessuna fuga in avanti, ci vuole ancora tanta responsabilità altrimenti finiremo col vanificare i sacrifici fatti finora. Dobbiamo ascoltare i nostri scienziati e il monitoraggio costante che si sta facendo. Solo tra qualche giorno misureremo esattamente gli effetti delle aperture fatte finora". 

Kompatscher: nuove regole necessarie

"La crisi - ha detto il governatore Arno Kompatscher - è stata una grande sfida per tante categorie, dalle famiglie alle imprese, e le prossime settimane saranno comunque difficili. La legge forse delude alcune aspettative, ma è stato giusto proseguire insieme su questa strada".

Arno Kompatscher spiega: "Al centro mettiamo la sicurezza e il senso di comunità. Questa Fase 2 e la ripartenza possono avere luogo solo se tutti si attengono alle regole. Confidiamo pertanto nell'autodisciplina e nel senso di responsabilità dei cittadini".
 L'andamento dell'epidemia, che in Alto Adige ha portato ad avere un indice di contagio R0 al di sotto dell'1, è stata secondo il governatore la pre-condizione per arrivare a fissare le regole locali per la ripartenza. Nuove regole che si sono rese necessarie sia per le famiglie che per l'economia, "un settore che con il lockdown ha subito conseguenze che non possono essere sottovalutate".
L'impatto di questa crisi, ha aggiunto Kompatscher, sarà nettamente superiore alla crisi finanziaria del 2008. E' quindi necessario consentire nuovamente la ripartenza della vita sociale ed economica in una «modalità sicura". "Dopo che Roma per settimane non ha ascoltato le richieste per una differenziazione regionale delle misure, abbiamo deciso di intraprendere il nostro percorso legislativo autonomo", ha sottolineato.

Sicurezza, responsabilità, economia

L'andamento dell`epidemia, con indice di contagio R0 al di sotto dell'1, è stata secondo il presidente la pre-condizione per arrivare a fissare le regole di #AltoAdigesiriparte. Nuove regole che si sono rese necessarie sia per le famiglie che per l'economia, "un settore che con il Lockdown ha subito conseguenze che non possono essere sottovalutate". L`impatto di questa crisi, ha aggiunto Kompatscher, sarà nettamente superiore alla crisi finanziaria del 2008. È quindi necessario consentire nuovamente la ripartenza della vita sociale ed economica in una 'modalità sicura'. "Dopo che Roma per settimane non ha ascoltato le richieste per una differenziazione regionale delle misure, abbiamo deciso di intraprendere il nostro percorso legislativo autonomo", ha aggiunto. Dopo la pubblicazione sul bollettino ufficiale della Regione, che avverrà probabilmente oggi pomeriggio, la legge sarà subito in vigore.

Fase 2, le posizioni di Puglia, Calabria e Liguria

Intanto in ordine sparso si muovono anche altre regioni. In Puglia il governatore Michele Emiliano ha emesso un'ordinanza per la riapertura di parrucchieri e centri estetici a partire dal 18 maggio: su appuntamento, assicurando il rispetto delle misure generali di prevenzione, la pulizia e la sanificazione degli ambienti di lavoro e l'uso di mascherine. 
La governatrice della Calabria Jole Santelli commenta: "Condivido lo spirito dell'ordinanza di Emiliano, giacché ritengo essenziale che, in questa fase di riapertura i territori, sulla base delle proprie esigenze, possano avere un ruolo fondamentale. Mi auguro che il Governo comprenda che queste scelte non sono il frutto di una volontà di fare un braccio di ferro, ma al contrario rappresentano una richiesta di ascolto e di aiuto". 
Sul tema riaperture si inserisce anche il governatore della Liguria Giovanni Toti: "Io spero che al più presto i confini tra le regioni vengano riaperti. L'Italia con la Lombardia chiusa è molto menomata - ha detto a Rai Radio1 - Il confine però ora è chiuso con tutte le regioni e nessuno può venire in Liguria. I controlli saranno stringenti anche questo fine settimana". 

Liguria, Toti: "Il 18 maggio punto ad aprire tutto"

Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti: "L'obiettivo della riapertura complessiva è più il 18 maggio che non prima, anche se non escludo che anche la settimana prossima qualcosa possa riaprire". Sulla riapertura anticipata aggiunge: "Non ho ancora ricevuto risposte formali dal Governo.Diamo al ministro Boccia ancora un po' più di tempo, l'importante è che una risposta chiara arrivi la settimana prossima per porre fine a un tira e molla stucchevole. Non faremo forzature sempre che il Governo mantenga l'impegno preso". 

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