Fabrizio Corona (Ansa)
Fabrizio Corona (Ansa)

Milano, 7 novembre 2016 - Nuova tegola su Fabrizio Corona. La guardia di finanza di Milano questa mattina ha sequestrato la sua casa in Via De Cristoforis, in zona Corso Como-Porta Garibaldi. Un'abitazione del valore di 2.5 milioni che, secondo gli accertamenti della Gdf, era nella piena disponibilità dell'ex re dei paparazzi. L'immobile sarebbe stato acquistato tramite prestanome, con soldi distratti ai danni della Coronàs, la società per il cui crac Corona è stato condannato in via definitiva. Il provvedimento di sequestro è stato disposto dal tribunale di Milano che ha accolto la richiesta del procuratore aggiunto Ilda Boccassini e dal pm Paolo Storari. 

IL PRESTANOME E L'AUTOACCUSA - Fu lo stesso Corona nel 2009 ad autoaccusarsi, ammettendo che il suo appartamento era "intestato a Marco Bonato (suo storico collaboratore, ndr) solo fittiziamente" perché in realtà l'acquisto venne effettuato "con denaro della Fenice", la società in cui confluì la Coronàs, anch'essa fallita. Secondo i giudici queste dichiarazioni messe a verbale "sarebbero di per sé sufficienti a sostenere il sequestro" dell'appartamento. Perché, così facendo, scrivono i giudici nel decreto di sequestro, Corona ha di fatto ammesso "non solo la titolarità dell'immobile e la referibilità alla sua persona dei pagamenti, attraverso una società di cui è sempre stato amministratore di fatto e di cui era, all'epoca, amministratore pure di diritto; ma anche l'origine presumibilmente illecita della provvista così utilizzata, frutto, in base a queste stesse ammissioni" di una appropriazione indebita ai danni della Fenice srl. 

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'SOLDI A UN PREGIUDICATO' - Ma il problema non è solo il prestanome. Sussistono infatti, secondo il Tribunale di Milano, altri aspetti "presumibilmente illeciti" nella compravendita della casa. Il sospetto dei magistrati è che l'appartamento sia stato acquistato da Corona non solo "previa interposizione fittizia" dell'acquirente (Marco Bonato, appunto), ma attraverso un'analoga "interposizione fittizia anche della parte venditrice". Lo si legge nel provvedimento con cui i giudici accolgono la richiesta di sequestro della Procura milanese. A mettere in vendita l'immobile infatti sarebbero stati "solo formalmente i coniugi Ceravolo e Gallo". In realtà dietro la coppia ci sarebbe stato Luca De Filippo (commercialista già coinvolto nell'inchiesta romana che ha portato all'ultimo arresto dell'immobiliarista Stefano Ricucci - ndr). Non ultimo aspetto singolare: buona parte delle somme versate sono finite nelle tasche di un pregiudicato di origine calabrese, Vincenzo Gallo.  Il rogito è stato infatti "effettuato a Reggio Calabria", ossia "a oltre mille chilometri dal luogo ove si trova l'appartamento". 

L'ARRESTO - Fabrizio Corona, in carcere dal 10 ottobre scorso, è indagato per intestazione fittizia di beni, frode fiscale e violazione delle norme patrimoniali in relazione alle misure di prevenzione. L'inchiesta è stata appena chiusa.  L'arresto di Corona era scattato dopo il ritrovamento di un 'tesoretto' di 1,7 milioni nascosto nell'appartamento di Francesca Persi, sua collaboratrice storica, anche lei finita in carcere. Contemporaneamente saltava fuori anche un conto bancario in Austria di 1,5 milioni di euro. Tutti fondi in nero, secondo l'accusa, riconducibili all'ex paparazzo. Fabrizio Corona in quel momento era in affidamento in prova ai servizi sociali. Lo scorso 31 ottobre il tribunale del Riesame ha detto no alla scarcerazione.