ROMA Grande festa per gli azzurri dell’atletica tornati in aereo dal Giappone. Applausi, cori, abbracci e un mare di entusiasmo hanno accolto, il ritorno dei campioni olimpici di Tokyo 2020, protagonisti di un’edizione meravigliosa dei Giochi, con il record di quaranta medaglie complessive per l’Italia, di cui ben cinque d’oro nell’atletica. Doppia ovazione, in partenza da Tokyo e all’arrivo a Fiumicino (Roma), per Marcell Jacobs, uomo-copertina dello sport tricolore dopo le incredibili vittorie nei 100 metri piani e nella staffetta 4x100. Fra applausi e ovazioni, lo sprinter azzurro, visibilmente commosso, è stato abbracciato dalla compagna, dai figli, dalla mamma e dagli amici: un vero e proprio bagno di folla, una valanga di affetto. Lo hanno accolto anche i...

ROMA

Grande festa per gli azzurri dell’atletica tornati in aereo dal Giappone. Applausi, cori, abbracci e un mare di entusiasmo hanno accolto, il ritorno dei campioni olimpici di Tokyo 2020, protagonisti di un’edizione meravigliosa dei Giochi, con il record di quaranta medaglie complessive per l’Italia, di cui ben cinque d’oro nell’atletica.

Doppia ovazione, in partenza da Tokyo e all’arrivo a Fiumicino (Roma), per Marcell Jacobs, uomo-copertina dello sport tricolore dopo le incredibili vittorie nei 100 metri piani e nella staffetta 4x100. Fra applausi e ovazioni, lo sprinter azzurro, visibilmente commosso, è stato abbracciato dalla compagna, dai figli, dalla mamma e dagli amici: un vero e proprio bagno di folla, una valanga di affetto. Lo hanno accolto anche i poliziotti e gli atleti delle Fiamme Oro di cui fa parte. "Anche sul podio è stato emozionante – ha detto Jacobs – ma tornare qui e rivedere tutti lo è anche di più". Le due medaglie d’oro non l’hanno cambiato, giura: "Ho solo un peso di più sulle spalle e sul collo ma rimarrò lo stesso di sempre. Poi, certo, non mi pongo limiti". Le critiche dopo la gara vittoriosa non l’hanno scalfito: "Tutti gli atleti americani in campo mi hanno fatto i complimenti".

In mattinata, Jacobs si era sentito proporre un’ironica scommessa: "Potremmo fare una sfida tra te e un aeroplano lungo i 100 metri di una pista", ha scherzato il comandante del volo Alitalia, Dario Landi. Il velocista, divertito, ha accettato: "Sarebbe interessante". Considerando che un gigante dei cieli impiega dai 7,5 agli 11 secondi – a seconda del peso del carico – per fare 100 metri, la sfida potrebbe anche far tremare i 9.80 secondi con cui Jacobs ha vinto l’oro a Tokyo.

Gli altri eroi azzurri dei Cinque Cerchi erano già sbarcati nel nostro Paese da alcune ore. A Fiumicino sono scesi nella notte i dominatori della 20 chilometri di marcia, Antonella Palmisano e Massimo Stano, con i velocisti Filippo Tortu, Fausto Desalu e Lorenzo Patta, ovvero tre degli sprinter che hanno trionfato con Jacobs nella staffetta 4x100. Momenti di grande felicità e l’abbraccio di parenti e amici.

La moglie di Stano, Fatima Lotfi, assieme alla figlia Sophie, ha incoronato il marito con l’alloro. "Non vedevo l’ora di riabbracciarla. Ancora devo rendermi conto di quello che è successo ma è bellissimo", ha detto l’azzurro. Per Antonella Palmisano, l’incontro con il marito Lorenzo Dessi. "Cinque anni fa mi aveva portato l’anello con la promessa di matrimonio e stavolta è arrivato con un mazzo di fiori. Negli ultimi chilometri della gara pensavo a prendere la bandiera, anche se poi l’ho persa. Al traguardo, non si riesce mai a capire se è la realtà o un sogno", ha affermato la marciatrice pugliese. Acclamati a lungo i campioni olimpici della staffetta.

"Un’accoglienza così è qualcosa di fantastico", ha esclamato Filippo Tortu, che indossava un paio di occhiali con montatura a Cinque Cerchi. "L’affetto che ci state dimostrando è ancora più importante di quello che abbiamo fatto in pista. Sento ancora nelle orecchie l’urlo di Fausto nel momento del passaggio del testimone. Lo sento anche prima di andare a dormire, anche se non dormo da due giorni", ha aggiunto il velocista lombardo.

Il collega Desalu gli ha fatto eco: "L’urlo mi è venuto spontaneo, volevo dare a Filippo tutte le mie ultime energie per tagliare il traguardo ed entrare così nella leggenda". Per Patta, infine, festa doppia: dopo lo scalo romano, il velocista tra i protagonisti dell’oro 4x100 è stato accolto a Cagliari dalla mamma Serenella, il papà Mario, la sorella Alessia e tanti amici e compagni di fatiche dell’Atletica Oristano. Un tifo da stadio, con tanto di striscioni e cori. "È una grande emozione – ha detto Patta in un attimo di tregua tra una manifestazione di affetto e l’altra –. Dedico la vittoria alla famiglia, all’allenatore e alle popolazioni sarde colpite dai roghi".

r. r.