Luigi Brugnaro sarebbe ‘calato’ a Roma già mercoledì per sedare i malumori interni a ‘Coraggio Italia’ sulla gestione del partito in questi ultimi mesi. Accusato di una visione troppo ‘veneziocentrica’, l’imprenditore veneto ha voluto incontrare vari esponenti della sua creatura lanciata 6 mesi fa insieme a Giovanni Toti, a cominciare dal capogruppo alla Camera Marco Marin. Una mossa per preparare l’assemblea del gruppo prevista ieri a pranzo a palazzo Theodoli che si preannunciava infuocata. Ad alimentare le tensioni, anche la notizia della raccolta firme attorno a un documento, dove nero su bianco si denunciavano tutte le ‘mancanze’ fino ad ora sulla linea politica e sull’organizzazione territoriale (tra le priorità la necessità di nominare – prima di avviare il tesseramento – gli organismi competenti, ovvero i coordinatori regionali). Un testo su cui Brugnaro avrebbe chiesto conto, per capire fino a dove si spingessero i malumori.