Strasburgo, 12 settembre 2018 - Il Parlamento europeo ha approvato la nuova direttiva sullla tutela del diritto d'autore nel mercato unico digitale. La proposta sul Copyright è stata adottata in sessione plenaria a Strasburgo con 438 voti a favore, 226 contrari e 39 astensioni. Gli eurodeputati hanno approvato alcune modifiche proposte dal relatore Axel Voss (Ppe) agli articoli 11 e 13 della proposta di direttiva, che erano stati contestati in una campagna a favore della libertà di internet. Il via libera della plenaria apre ora la strada ai negoziati con il Consiglio, necessari per arrivare alla definizione del testo legislativo finale. "È un buon segnale per l'industria creativa e culturale europea", ha dichiarato Voss, ringraziando i colleghi per "il risultato ottenuto insieme". Il principio della riforma è spingere le piattaforme online a retribuire meglio i creatori di contenuti (articolo 13), creare un nuovo diritto di pagamento per gli articoli pubblicati anche parzialmente dai servizi internet (articolo 11). Chi si oppone afferma che la riforma avrà conseguenze negative sulla libera diffusione dell'informazione. Potranno essere necessari mesi prima che si arrivi a un testo di compromesso, che verrà definito solo al termine dei negoziati tra Parlamento, Consiglio e Commissione Ue che cominceranno nelle prossime settimane.

"Pressioni sui deputati per pilotare la votazione". Tajani: l'ombra delle lobby

"La direttiva sul diritto d'autore è una vittoria per tutti i cittadini", ha scritto su Twitter il presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani. "Oggi il Parlamento europeo ha scelto di difendere la cultura e la creatività europea e italiana, mettendo fine al far-west digitale".

COMMISSIONE: PASSO ESSENZIALE - Per il vicepresidente della Commissione Ue al mercato digitale Andrus Ansip e la commissaria al digitale Mariya Gabriel il via libera alla riforma è "un segnale forte e positivo", in quanto "ora possono incominciare le discussioni tra i colegislatori" per arrivare al testo finale della direttiva. I commissari assiccurano di essere "pronti a iniziare a lavorare con Parlamento e Consiglio in modo che la direttiva sia approvata il prima possibile, idealmente entro la fine del 2018". L'obiettivo è che il testo finale sia "equilibrato e positivo" e che consenta "una vera modernizzazione della legislazione sul copyright di cui l'Europa ha bisogno" con "benefici tangibili per cittadini, ricercatori, educatori, scrittori, artisti stampa e musei" garantendo al contempo la libertà di espressione e lo sviluppo delle piattaforme.

FIEG - Soddisfatta la Fieg. "Esprimo il mio apprezzamento per l'esito del voto di Strasburgo sulla Direttiva copyright e ringrazio gli europarlamentari per il senso di responsabilità dimostrato - dice il presidente Andrea Riffeser Monti -. È un passaggio importante, che consente a questa legge di proseguire il suo iter di approvazione verso una più efficace difesa del diritto d'autore nello spazio digitale contemporaneo". "Continueremo a collaborare con le istituzioni europee nella delicata fase dei negoziati - aggiunge - con l'obiettivo di realizzare in tempi rapidi una riforma equilibrata".

Riffeser (Fieg): "Bene il voto, ora riforma in tempi rapidi"

I BIG DEL WEB - Delusi invece i big di internet, che parlano di esito "sia deludente che sorprendente". La riforma del copyright votata oggi, infatti, "limiterà l'accesso dei cittadini europei alla condivisione online delle notizie e obbligherà al filtraggio dei contenuti caricati" online, sottolinea infatti in una nota l'associazione europea che raggruppa da Google a Facebook sino a Apple, eBay, Microsoft, Mozilla, Airbnb e Amazon EU. "Speriamo che le preoccupazioni dei cittadini europei, e tutte quelle di accademici, piccoli editori, start up e Onu, che sono state espresse saranno ancora prese in considerazione durante la prossima fase dei negoziati". 

DI MAIO - Decisamente contrario anche il vicepremier Luigi Di Maio. "Una vergogna tutta Europea: il Parlamento Europeo ha introdotto la censura dei contenuti degli utenti su Internet. Stiamo entrando ufficialmente in uno scenario da Grande Fratello di Orwell", commenta su Facebook. "Rispetto all'ultimo voto di Strasburgo in cui non fu dato il via libera al testo finale, - aggiunge il ministro di Sviluppo economico e Lavoro - le lobby hanno avuto il tempo di lavorare e influenzare gli europarlamentari, i quali hanno deciso di ricredersi. D'ora in poi, secondo l'Europa, i tuoi contenuti sui social potrebbero essere pubblici solo se superano il vaglio dei super censori. Con la scusa di questa riforma del copyright, il Parlamento europeo ha di fatto legalizzato la censura preventiva". E ancora: "Oltre all'introduzione della cosiddetta e folle 'link tax', la cosa più grave è l'introduzione di questo meccanismo di filtraggio preventivo dei contenuti caricati dagli utenti. La rete deve essere mantenuta libera e indipendente ed è un'infrastruttura fondamentale per il sistema Italia e per la stessa Unione Europea. Per questo ci batteremo nei negoziati tra i governi, in Parlamento europeo e nella Commissione europea per eliminare questi due provvedimenti orwelliani".

Parole che hanno fatto intervenire di nuovo il presidente del Parlamento Ue Antonio Tajani. "Chiedo al presidente del Consiglio Conte - ha scritto su Twitter - di prendere immediatamente le distanze dalle dichiarazioni infamanti del vicepremier Di Maio contro il Parlamento europeo. Minacciare l'unica istituzione Ue direttamente eletta dai cittadini è da analfabeti della democrazia".