Roma, 27 aprile 2021 - C'è l'accordo in maggioranza sul coprifuoco. Nervi tesi tra le forze di Governo che trovano l'intesa, ma si spaccano alla Camera sull'ordine di giorno di Fratelli d'Italia che propone di eliminare la misura e tenere aperti i ristoranti fino alle 24. Lega e Forza Italia non votano, il testo viene bocciato solo grazie al 'no' di Pd, Leu e Movimento 5 Stelle. Una mossa, quella del centrodestra, che innesca la reazione furibonda degli alleati di Governo.

Ok Camera a Dl Covid

Via libera dell'Aula della Camera al Dl Covid. Il testo, approvato con 309 voti a favore, 20 contrari e tre astenuti, passa al Senato. L'Aula ha accolto con 316 voti a favore, la richiesta della maggioranza avanzata da M5s di interrompere la discussione generale sul decreto che rinvia le elezioni amministrative. FdI ha votato contro.

L'accordo

Prima della bagarre, al termine di una lunga ed estenuante trattativa iniziata ancor prima dell'approvazione dell'ultimo decreto, la maggioranza aveva trovato una quadra sull'odg del deputato Giorgio Silli di Cambiamo. Il testo, riformulato così da giungere all'accordo e con il benestare di Mario Draghi, impegna l'esecutivo a valutare in maggio "sulla base dell'andamento del quadro epidemiologico oltre che dell'avanzamento della campagna vaccinale", uno slittamento dell'orario rispetto alle 22 stabilito dal decreto riaperture, "anche rivedendo i limiti temporali di lavoro e spostamento", si specifica. L'ordine del giorno non è stato messo in votazione, ma si dà per approvato con l'accettazione del firmatario. Il testo modificato è stato proposto dalla capogruppo dem Debora Serracchiani.

Il tagliando arriverà quindi "a metà maggio", spiegano da Forza Italia, che insieme alla Lega esulta e si arroga la paternità della svolta. "Grazie a noi il Governo ha accettato di rivedere la sua posizione sul coprifuoco", dichiarano fonti di centrodestra. 

Lo scontro

Ma il comportamento di Lega e Forza Italia, in particolare sul non voto all'odg di Fdi, non va giù agli alleati di Governo.  "Non può esserci una maggioranza a la carte, che decide di stare dentro o fuori, che non affronta con coraggio e fiducia unita e coesa il difficile momento che stiamo attraversando", tuona Debora Serracchiani in Aula. "Mi auguro che la maggioranza comprenda che l'unità e la coesione non vadano mai messe davanti all'interesse di questo o quel partito ma all'interesse nazionale".

"È paradossale che su un ordine del giorno dell'opposizione, che vuole sovvertire un provvedimento preso da questo Governo - attacca il capogruppo M5s Davide Crippa - una parte della maggioranza oggi decida, per mero tornaconto personale, di non partecipare al voto". E aggiunge: "Questo Paese ha bisogno di un sistema politico unito, non diviso, gli italiani sono smarriti e non possono essere continuamente sotto ricatto, a seconda del tornaconto di un partito politico".

Anche Italia Viva, che pur si era schierata per la revisione del coprifuoco, critica la scelta del centrodestra: "L'astensione di oggi sugli ordini del giorno riguardanti il Dl Covid dimostra l'inaffidabilità e incoerenza di alcune forze politiche della maggioranza, che prima, in Consiglio dei Ministri, votano un provvedimento sul coprifuoco in un modo e poi in Parlamento fanno il contrario facendo proprie le posizioni della Meloni", dice il renziano Camillo D'Alessandro.

Le posizioni, da giorni, sono chiare: da una parte Lega, Forza Italia e Italia Viva, favorevoli come Fdi a ritoccare il limite del coprifuoco. Dall'altra Pd, Leu e una parte dei M5s, che preferiscono mantenerlo. Scontro politico a parte, la sintesi è quella scaturita dall'ordine del giorno Silli. Se i numeri lo consentiranno, da metà maggio la dedline delle 22 potrebbe slitarre in avanti fino alle 23, o forse anche di più.