Roma, 26 aprile 2021 - Il tema del coprifuoco continua ad agitare la politica. "Se c'è qualcosa che non convince, come il coprifuoco, che non ha senso, ma è scelta politica, lo diciamo. In 24 ore quasi 60mila persone hanno firmato il nostro appello online. Il no al coprifuoco viene dal basso". Il leader della Lega Matteo Salvini a Rtl 102.5, torna alla carica. "Mi aspetto il prossimo decreto entro metà maggio - afferma -. Se i dati scientifici continueranno ad essere positivi la riapertura delle attività economiche, sociali, culturali, dovrà essere totale, con l'azzeramento del coprifuoco. Spero che qualcuno non dica di andare avanti fino a giugno e luglio". A metà giornata, parlando con i giornalisti a margine di un pranzo in un locale a Milano, ha replicato ai dem: "Letta ha detto 'Lega dentro o fuori'? Ma chi è il Pd, chi è il Pd. Noi portiamo un contributo leale e costruttivo". E ancora: "La richiesta di riaperture arriva - sottolinea - anche dai sindaci del Pd, dai governatori del Pd e dagli operai".

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Sommario

Luca Zaia

Il presidente del veneto Luca Zaia, a 'Start' su SkyTg24, sul coprifuoco serale ha spiegato che "le Regioni si sono espresse in maniera univoca, hanno chiesto le 23 non per dare un veto, ma perché per essere a casa alle 22 il ristorante deve chiudere almeno mezz'ora prima. A oggi il Decreto è confermato alle 22 e sembra di capire che non ci sia possibile avere quel 'lasca' d'orario per lo sgombero". Secondo Zaia "non è giusto fare gli 'aperturisti' senza se e senza ma, né i chiusuristi senza se e senza ma. È fondamentale che si valuti la situazione sanitaria e poi fare un tagliando" alle misure, a partire dal coprifuoco, ha concluso.

Bollettino Coronavirus del 26 aprile

Davide Faraone

Il presidente dei senatori di Italia Viva, Davide Faraone, ad Agorà, dice che "sul tema del coprifuoco noi siamo critici sulla misura ma la maggioranza che sostiene Draghi è molto eterogenea: c'erano forze politiche che non volevano proprio aprire la sera. Quindi siamo arrivati a una mediazione". E ha aggiunto: "Per noi poteva esserci un'abolizione del coprifuoco con le dovute precauzioni e il controllo. Una volta che la regola c'è, va rispettata. Si tratta di provvedimenti irreversibili, il Paese riapre: ci sono dati certi, un piano vaccinale che ha preso il ritmo giusto, il principio di aver messo in sicurezza i fragili. Adesso bisogna sostenere il governo: non è opportuno che la Lega prenda le distanze, lo diciamo noi che siamo stati i primi a chiedere l'abolizione del coprifuoco", ha concluso.

Maurizio Fugatti

Ma c'è già chi intende muoversi. Il mantenimento del coprifuoco dalle 22 alle 5 - dice in un'intervista al Corriere della Sera il presidente leghista della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti - è una "misura cattiva ed ideologica: sono pronto a valutare un'ordinanza per spostarlo alle 23 se entro giovedì la richiesta delle Regioni non sarà accolta dal governo". A causa del coprifuoco "un turista potrebbe decidere di non venire in Trentino. Spostarlo alle 23 è quindi una questione di buon senso", spiega Fugatti. "Se la richiesta delle Regioni non venisse accolta, sono pronto anche a fare un`ordinanza e a perdere l`impugnativa che lo Stato sicuramente farà. Ma nessuno potrà dirci che spostando il coprifuoco alle 23 abbiamo favorito i contagi", conclude.

Nicola Zingaretti

Dal Pd però arrivano altri stop alla Lega. "Nella Conferenza dei presidenti di Regione è uso procedere all'unanimità, io ho detto pubblicamente che la regola del coprifuoco alle 22 andava rispettato. Concordo con il giusto richiamo di Letta, è Inaccettabile che una parte della maggioranza di governo raccolga firme contro il governo stesso", ha detto il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti a Rai News24 parlando della Lega e di Matteo Salvini. "È un atteggiamento non corretto che mina la credibilità di chi lo fa. Se si prende una decisione non si raccolgono le firme contro le decisioni prese, è l'abc, anche quando si fa una gita tra amici", ha aggiunto. "Mi auguro che la Lega sia una forza seria. Ha un atteggiamento assolutamente strumentale, è ossessionata di non scomparire e non pensa al bene del Paese", ha concluso.

Fabrizio Pergliasco

Tra i virologi interviene Fabrizio Pregliasco, dell'università Statale di Milano, parlando anche lui ad 'Agorà' su Rai3: "L'evidenza scientifica sull'effetto del coprifuoco non è forte" di per sé, e certamente "non si può proprio arrivare a definire la differenza tra 22 e 23. Di fatto", però, "ampliare o togliere il coprifuoco è sicuramente una facilitazione alla mobilità che è l'elemento determinante per la diffusione del virus: stando più in giro, si aumenta la probabilità dell'infezione attraverso un incremento del numero di contatti". Il virologo conferma la propria posizione sul tema: mantenere il coprifuoco alle 22, rimandandone l'estensione anche solo per un po'. 

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