BOLZANO C’è una seconda indagata (ma solo per favoreggiamento come "atto dovuto", spiega l’avvocato Francesco Fava) nell’inchiesta per la scomparsa di Peter Neumair, 63 anni, e della moglie Laura Perselli, 68, insegnanti in pensione di cui non si hanno più notizie dal 4 gennaio. Il figlio maggiore della coppia, Benno, 30 anni, è indagato per duplice omicidio e occultamento di cadavere e su di lui la stretta degli inquirenti si fa sempre più forte. La procura ha iscritto nel registro la ragazza che da...

BOLZANO

C’è una seconda indagata (ma solo per favoreggiamento come "atto dovuto", spiega l’avvocato Francesco Fava) nell’inchiesta per la scomparsa di Peter Neumair, 63 anni, e della moglie Laura Perselli, 68, insegnanti in pensione di cui non si hanno più notizie dal 4 gennaio. Il figlio maggiore della coppia, Benno, 30 anni, è indagato per duplice omicidio e occultamento di cadavere e su di lui la stretta degli inquirenti si fa sempre più forte.

La procura ha iscritto nel registro la ragazza che da un mese frequentava il giovane insegnante di fitness. Si chiama Martina, fa la commessa in centro a Bolzano ed è di origine argentina. Dopo essere stata qualche giorno in silenzio, è stata lei venerdì, dopo avere chiamato un legale, a recarsi in procura per raccontare di avere passato la notte del 4 gennaio con Benno al quale ha lavato i vestiti che indossava. "Gli ho chiesto – ha raccontato ai magistrati – se potevo farlo e lui mi ha risposto di sì se non mi creava problemi. Ho messo in lavatrice quanto indossava a quaranta gradi, ma non ho notato macchie di sangue". Martina ha consegnato i vestiti agli investigatori che sono stati anche nella sua casa di Ora dove hanno sequestrato cellulare e pc.

Secondo fonti di Palazzo di giustizia, la posizione della ragazza dovrebbe essere presto stralciata. Anche se lavati, eventuali residui organici possono essere recuperati dal Ris che ha confermato che il sangue raccolto sulla spalletta del ponte di Vadena corrisponde a quello di Peter Neumair. Sarebbe quello il posto dove Benno – secondo l’accusa – avrebbe gettato in acqua i corpi dei genitori uccisi nella villa di via Castel Roncolo, quartiere residenziale di Bolzano, e trasportati fin lì, 15 chilometri da casa, prima di essere gettati nell’Adige. Potrebbe volerci la piena di primavera per restituire i resti, intanto si scandaglia il fondo del fiume fino a Mori, nel Trentino, oltre cui i cadaveri non possono andare perché non passano dalle maglie della diga. Benno continua a dirsi estraneo, ma anche i familiari più stretti cominciano a dubitare del ragazzo con un passato di dipendenza da anabolizzanti che ne ha alterato il carattere. Le liti in famiglia non si conterebbero. La sorella di Benno, Madè, 27 anni, è tornata da Monaco di Baviera dov’è specializzanda in ortopedia e traumatologia. Dal 5 gennaio, al suo arrivo a Bolzano, non ha mai parlato né incontrato il fratello e si è chiusa a casa della zia, mentre lui è ospite di amici. Anche questo è un particolare che mette Benno nel mirino della Procura.

Riccardo Jannello