Piacenza, 5 settembra 2019 - Negli ultimi tempi era "diventato ossessivo". Con "continui messaggi e chiamate a tutte le ore del giorno". Però "Elisa non era preoccupata, mi diceva di stare tranquilla. Il fatto è che anche io la pensavo allo stesso modo: perché vorrei tanto poter dire che quell’uomo era una cattiva persona. Ma non posso. Sembrava un tipo tranquillo, ispirava fiducia. In fondo era innamorato di Elisa. Proprio per questo non può averla uccisa. Al massimo rapita. Per me è ancora viva". Francesca Pomarelli, 24 anni, è la sorella della 28enne scomparsa a Piacenza dallo scorso 25 agosto. In un’ora di conversazione prova a tenere accesa la speranza. Cerca di essere lucida. Più forte del dramma. Di una storia senza logica. Dove un uomo di 45 anni, Massimo Sebastiani, accusato di averle ucciso la sorella, è in fuga per i boschi del Piacentino da oltre 10 giorni.

Francesca, cosa può essere successo a sua sorella Elisa?
"Parto da un presupposto: Massimo ne era innamorato, e anche se quel sentimento non era ricambiato, a lei teneva da morire. Che l’abbia ammazzata non ci credo. Al massimo l’ha rapita. Sono sicura che sia ancora viva, magari legata, imbavagliata, segregata da qualche parte. Ma viva".

Lei conosceva Massimo?
"Non benissimo. L’ho visto poche volte in questi anni e quasi sempre quando veniva a prendere Elisa sotto casa dei miei genitori. A presentarmi Sebastiani era stata proprio mia sorella due o tre anni fa. Eravamo a una festa. Loro si conoscevano da poco".

Che impressione le ha fatto?
"Mi piacerebbe poter dire di aver conosciuto una cattiva persona, un uomo burbero, enigmatico, dalla personalità controversa. Un potenziale assassino, insomma. Ma sarei bugiarda. Perché non è vero. Quello che mi sono trovata di fronte è stato un uomo simpatico, allegro, estroverso. Normale".

Stavano insieme?
"No. Che lui fosse innamorato di mia sorella non è un mistero. Glielo aveva anche confidato. Lei però lo vedeva solo come un ottimo amico. E glielo aveva ribadito più volte. Massimo aveva accettato la situazione".

Quando ha sentito Elisa per l’ultima volta?
"Il giorno prima della scomparsa. Mi aveva mandato un messaggio whatsApp dicendomi di vederci. Non ci siamo riuscite".

Le parlava di Massimo?
"Molto spesso. Mi raccontava di come lui le stesse insegnando un paio di lavoretti: nell’ambito dell’agricoltura soprattutto. Elisa non era contenta di lavorare nell’agenzia assicurativa di papà e stava ancora cercando il suo posto nel mondo. Anche per questo erano spesso insieme. Aveva voglia di imparare cose nuove. E lui la spronava. In estate si vedevano anche più del solito. Praticamente quasi tutti i giorni".

Nessun segnale che qualcosa non andasse?
"In realtà negli ultimi tempi Elisa mi aveva raccontato che Massimo era diventato un po’ troppo ossessivo. Continuava a tempestarla di messaggi e chiamate a tutte le ore del giorno. Questa cosa mi aveva lasciata un po’ perplessa. Niente di preoccupante, intendiamoci, ma l’avevo comunque messa in guardia. ‘Stai attenta’, le ripetevo. Ma lei mi tranquillizzava. Non era affatto preoccupata. Si fidava di lui e io non avevo motivo di non crederle. Massimo era una brava persona anche per me".

Sua sorella è mai andata a casa di Sebastiani?
"Lo escludo. Era uno di quei paletti che si era ripromessa di non superare mai. Non perché avesse paura di Massimo, semplicemente per non illuderlo".