Roma, 1 novembre 2021 - Il mondo è a "un minuto dalla mezzanotte" nell'orologio della lotta al cambiamento climatico, dopo avere esaurito quasi tutto il tempo nell'attesa, senza fare nulla. Così il premier britannico Boris Johnson in un'intervista alla Bbc all'indomani dell'apertura della Cop26 a Glasgow. Archiviato il G20 di Roma con un accordo sull'obiettivo di contenere l'aumento della temperatura entro 1,5°C (ma senza indicazioni specifiche su come raggiungere il target), ora i riflettori si spostano sulla Scozia, che fino al 12 novembre ospita la conferenza Onu per difendere l'ambiente. Anche qui è assente la Cina di Xi Jinping che con quasi il 30% di emissioni globali guida nettamente la classifica dei Paesi più inquinanti.

Johnson ha detto che i leader del mondo devono passare "dalle aspirazioni alle azioni" e che il vertice è un momento "critico" il cui successo è "appeso a un filo". Parole che ricordano quelle del segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres: "Gli scienziati sono chiari sui fatti. Ora i leader devono essere altrettanto chiari nelle loro azioni. La porta è aperta, le soluzioni ci sono. La Cop26 deve essere una svolta".

Il premier italiano Mario Draghi, ieri, in conferenza stampa, ha voluto sottolinearte come "la Cop 26 potrà costruire su una base parecchio solida rispetto alla situazione che avevamo prima, l'obiettivo dell'1,5% è stato concordato da tutti, la neutralità del carbonio è stata concordata. Prima non c'era nessun tipo di accordo". Mosca però ha chiarito che il limite del 2050 per il raggiungimento della neutralità carbonica "è un'ambizione dell'Unione europea£, mentre per la Russia questo obiettivo è posticipato al 2060.

Gli ultimi 7 anni i più caldi di sempre

L'allarme sugli effetti dei cambiamenti climatici arriva dal Rapporto provvisorio dell'Organizzazione Metereologica Mondiale (WMO) basato sui dati per i primi nove mesi del 2021, secondo cui gli ultimi sette anni si avviano ad essere i più caldi mai registrati. Le concentrazioni record di gas serra nell'atmosfera e il calore accumulato associato hanno spinto il pianeta in un territorio inesplorato, con ripercussioni di vasta portata per le generazioni attuali e future.

"L'innalzamento globale del livello del mare è accelerato dal 2013 fino a raggiungere un nuovo massimo nel 2021, con il continuo riscaldamento degli oceani e l'acidificazione degli oceani", si legge nel rapporto che combina i contributi di più agenzie delle Nazioni Unite, servizi meteorologici e idrologici nazionali ed esperti scientifici. Il report evidenzia gli impatti sulla sicurezza alimentare e lo spostamento della popolazione, danneggiando ecosistemi cruciali e minando i progressi verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile.