Andrea Cangini * La commissione Istruzione del Senato ha approvato all’unanimità la relazione che ho scritto al termine dell’indagine conoscitiva sull’impatto che l’uso, ovvero l’abuso, di tecnologia digitale produce sulla mente, sul corpo e sulla vita quotidiana dei più giovani. Il quadro è devastante: dipendenza da social e videogiochi, crescita esponenziale di reati come bullismo, adescamento ed istigazione...

Andrea

Cangini *

La commissione Istruzione del Senato ha approvato all’unanimità la relazione che ho scritto al termine dell’indagine conoscitiva sull’impatto che l’uso, ovvero l’abuso, di tecnologia digitale produce sulla mente, sul corpo e sulla vita quotidiana dei più giovani. Il quadro è devastante: dipendenza da social e videogiochi, crescita esponenziale di reati come bullismo, adescamento ed istigazione al suicidio, aumento vertiginoso dei casi di ansia, depressione, autolesionismo... E la progressiva perdita di capacità mentali essenziali. La relazione si conclude con alcune indicazioni a governo e parlamento: scoraggiare l’uso di smartphone e videogiochi per minori di 14 anni; rendere cogente il divieto di iscrizione ai social per i minori di 13 anni; prevedere l’obbligo dell’installazione di applicazioni per il controllo parentale e l’inibizione all’accesso ai siti per adulti sui cellulari dei minori; favorire la riconoscibilità di chi frequenta il web; vietare l’accesso degli smartphone nelle classi; istruire gli studenti sui rischi del web; interpretare con spirito critico la tendenza epocale a sopravvalutare i benefici del digitale applicato all’insegnamento; incoraggiare, nelle scuole, la lettura su carta e la scrittura a mano. Sempre ieri ho depositato un ddl che prevede il divieto di utilizzare smartphone e simili per i minori di 14 anni.

Non si tratta di dichiarare guerra alla modernità, ma di regolamentare quel mondo virtuale nel quale i giovani trascorrono dalle quattro alle sei ore al giorno. Si tratta di evitare che si realizzi fino in fondo quella "dittatura perfetta" vaticinata da Adolf Huxley quando la televisione doveva ancora entrare nelle case e lo smartphone aveva la concretezza di un’astrazione fantascientifica: "Una prigione senza muri in cui i prigionieri non sognano di evadere. Un sistema di schiavitù nel quale, grazie al consumismo e al divertimento, gli schiavi amano la loro schiavitù". Giovani schiavi resi tossici e decerebrati: i nostri figli. Il nostro futuro.

* Capogruppo di Forza Italia

in commissione Istruzione

del Senato