La pm Letizia Mannella (LaPresse)
La pm Letizia Mannella (LaPresse)

Milano, 18 giugno 2019 - Occhio ai cellulari. "I genitori controllino i loro figli soprattutto in questo periodo di vacanza, perché è più facile che in questo spazio lasciato vuoto dalla scuola si insinuino i malintenzionati. È pericoloso lasciarli da soli con il telefonino. E pure WhatsApp è pericolosissimo". È il primo appello che lancia il procuratore aggiunto Letizia Mannella, alla guida del dipartimento di tutela della famiglia, dei minori e di altri soggetti deboli della procura di Milano. "In tanti anni di indagini – ripete – non mi era mai capitata una storia del genere, è raggelante".

Come definisce il falso profilo ‘Giulia’ usato dall’uomo per adescare le bimbe?

"Ha connotati da film dell’orrore. All’inizio si è presentata come una bambina accattivante, pronta a fare amicizia, ma dopo che le ragazzine sono cadute in trappola, ha svelato il suo volto malvagio e sadico. L’uomo si mostrava sempre gentile con le bambine, si giustificava spiegando di eseguire gli ordini di questa Giulia cattivissima, come se anche lui fosse una sua vittima".

Quando ha lanciato la sua prima esca?

"Nel periodo delle vacanze, quando la prima vittima aveva finito la quinta elementare e doveva iniziare la prima media. I genitori controllino i loro bambini soprattutto in questo periodo di vacanza".

Cosa consiglia in pratica?

"Di controllare tutti i contatti dei propri bambini e di bloccare gli eventuali sconosciuti sul cellulare. Erroneamente WhatsApp è considerato innocuo ma non è così. È un’applicazione di messaggistica che consente di inviare informazioni in tempo reale ed è utilizzata anche dai bambini delle elementari che creano chat per i compiti e altro. Ma attenzione ai contatti: proprio perché WhatsApp è considerato innocuo, è lì che i malintenzionati possono colpire in maniera subdola dopo aver conquistato un rapporto di fiducia col bambino e averne carpito il numero (anche per questo bisogna fare attenzione nella diffusione dei dati dei più piccoli). Il pericolo si annida anche dietro falsi profili WhatsApp, dobbiamo saperlo. I bambini sono abilissimi nell’utilizzo delle tecnologie ma non sono attrezzati a far fronte ai pericoli della rete: noi adulti non dobbiamo smettere di vigilare e di star loro vicino".

Come fare?

"Il bambino deve avere la consapevolezza che il genitore e gli adulti di riferimento saranno sempre dalla sua parte. Questa storia ha avuto fine quando una delle ragazzine vittime ha avuto fiducia in una sua insegnante e si è confidata. E ai genitori dico di stare sempre in contatto con la scuola, perché un insegnante può vedere ciò che a loro sfugge. Ci sono tante denunce sul mio tavolo e io penso che con un po’ di attenzione in più, non sottovalutando niente, è possibile evitare sofferenze. Intanto ringrazio le forze dell’ordine, i carabinieri e la polizia postale, perché grazie a loro un altro pedofilo è stato assicurato alla giustizia".