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15 giu 2022

Conte prova a uscire dall’angolo "I miei chiedono di lasciare Draghi"

Il leader del M5s si assume "la piena responsabilità" del flop. "Ma il nostro elettorato sta soffrendo"

15 giu 2022
elena g. polidori
Cronaca
Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, è nato nel 1964
Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, è nato nel 1964
Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, è nato nel 1964
Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, è nato nel 1964
Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, è nato nel 1964
Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, è nato nel 1964

di Elena G. Polidori Rilanciare. Per evitare di fare i conti con un risultato che sfiora (in molte situazioni) il punto più basso mai raggiunto dal M5s nelle urne, ieri sera Giuseppe Conte ha cercato di sparigliare mettendo sul piatto della propaganda il "bersaglio grosso" delle regole interne, il divieto del doppio mandato per i parlamentari grillini, da tempo oggetto di disputa interna e considerato un totem praticamente inscalfibile. A meno di non rinnegare l’intera storia del Movimento e mettersi a rischio di nuove scissioni. Ebbene, ieri Conte lo ha messo alla mercè del voto degli iscritti annunciando: "Entro fine giugno ci sarà il voto sul secondo mandato". Insomma, adesso si dovrà decidere davvero se sdoganare l’ultimo laccio della tradizione movimentista delle origini oppure restare sull’antica strada. Di fatto, un nuovo strappo si intravede all’orizzonte nell’era Conte del M5s che, tuttavia, non appare affatto solida, anzi. La leadership dell’avvocato del popolo è da tempo sotto esame interno e non solo dei tribunali napoletani (a metà giugno è attesa una nuova sentenza dopo il ricorso sullo Statuto di alcuni espulsi) e il risultato delle amministrative ha assetato un nuovo colpo all’immagine del "traghettatore" verso un nuovo soggetto politico a 5 stelle. Ieri Conte non si è sottratto alla critica sulla brutta, pessima performance amministrativa. Ha parlato dei risultati – in una conferenza stampa a tarda sera – e dell’astensionismo, ma anche delle regole interne al partito; non solo voto sul doppio mandato, ma anche un’altra votazione sulle restituzioni degli stipendi degli eletti; del resto nel rendiconto del 2021 mancavano all’appello diversi milioni di euro che non erano stati restituiti da una novantina di parlamentari, soldi che lui adesso reclama perché le casse grilline sono vuote. La batosta, però, è il peso più grosso da sostenere, quello a cui lo stanno inchiodando le fronde interne, ...

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