Roma, 13 agosto 2020 - Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i Ministri Bonafede, Di Maio, Gualtieri, Guerini, Lamorgese e Speranza hanno ricevuto una notifica riguardante un avviso ex art. 6, comma 2, legge cost. n. 1/1989 da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma. L'avviso riguarda la trasmissione al Collegio di cui all'art. 7 della citata legge cost. n. 1/1989 degli atti di un procedimento penale iscritto per i delitti di cui agli artt. 110, 438, 452 e 589, 323, 283, 294 c.p., che origina da varie denunce da parte di soggetti terzi provenienti da varie parti d'Italia. Si tratta di denunce che riguardano la gestione dell'emergenza Covid. La trasmissione da parte della Procura al Collegio - si legge in una nota di Palazzo Chigi che ne ha dato annuncio - in base alle previsioni di legge, è un atto dovuto.

Complessivamente durante il lockdown sono pervenuti oltre duecento esposti e denunce che la procura di Roma ha inviato, sollecitandone l'archiviazione, nelle scorse settimane al tribunale dei ministri. Molti esposti, affidati ai pm Eugenio Albamonte e Giorgio Orano, sono stati inviati da semplici cittadini e in alcuni casi sono molto simili tra loro.

La Procura: "Atto dovuto"

"La trasmissione da parte della Procura al Collegio", il tribunale dei ministri, "in base alle previsioni di legge, è un atto dovuto. Nel caso specifico tale trasmissione è stata accompagnata da una relazione nella quale l'Ufficio della Procura "ritiene le notizie di testo infondate e dunque da archiviare". Lo si legge nella nota di Palazzo Chigi con cui si rende noto che il premier Conte e sei ministri hanno ricevuto un avviso di garanzia in seguito a denunce in relazione all'emergenza Coronavirus.

Conte: "Da me e ministri massima collaborazione"

"Ci siamo sempre assunti la responsabilità, in primis politica, delle decisioni adottate. Decisioni molto impegnative, a volte sofferte, assunte senza disporre di un manuale, di linee guida, di protocolli di azione. Abbiamo sempre agito in scienza e coscienza, senza la pretesa di essere infallibili ma nella consapevolezza di dover sbagliare il meno possibile per preservare al meglio gli interessi della intera comunità nazionale. Io e i ministri siamo e saremo sempre disponibili a fornire qualsiasi forma di collaborazione che ci verrà richiesta, nel rispetto dei distinti ruoli istituzionali. Il bene dell'Italia e degli italiani, prima di tutto". Lo scrive su Facebook il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, commentando l'avviso di garanzia ricevuto con sei ministri per le denunce ricevute in relazione alla gestione dell'emergenza Coronavirus.

I reati

Le denunce, di cui non sono ancora noti i dettagli, chiamano in causa gli articoli del codice penale sulla pena in concorso (articolo 110), epidemia (articolo 438), delitti colposi contro la salute pubblica (articolo 452) e omicidio colposo (articolo 589), abuso d'ufficio (articolo 323), attentato contro la costituzione dello Stato (articolo 283), attentati contro i diritti politici del cittadino (articolo 294).

L'avvocato Taormina

L'inchiesta era quella nata dalle denunce presentate dall'avvocato Carlo Taormina alla procure di Roma, Milano, Bergamo, Lodi, Torino, Reggio Emilia, Enna e altre, poi confluite nella capitale. Lo conferma all'AGI lo stesso legale. Nulla a che vedere, quindi, con l'indagine in corso a Bergamo.

Palazzo Chigi

"Il presidente del Consiglio e i ministri si dichiarano sin d'ora disponibili a fornire ai magistrati ogni elemento utile a completare l'iter procedimentale, in uno spirito di massima collaborazione". Lo si legge in una nota di Palazzo Chigi.

Le reazioni

Duro il leader della Lega, Matteo Salvini: "Ho letto che i pm hanno aperto un fascicolo a carico di Conte e di mezzo governo", "hanno sulla coscienza i morti in Lombardia e gli affamati nel resto d'Italia, perchè non hanno chiuso la Lombardia quando dovevano e hanno chiuso l'Italia quando non dovevano". Di tut'altro avviso Carlo Calenda: "Io sono all'opposizione ma questa roba è ridicola e indegna di un paese civile". Il coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Agostino Miozzo: "Era un atto dovuto e quindi prevedibile, io vi dico che il ministro Speranza, ma anche tutto il Governo e il presidente Conte si sono comportati in maniera assolutamente corretta io ritengo che non potevano fare qualcosa di diverso da quello che hanno fatto".